Covid, ogni settimana 470 mila nuove dosi di vaccino: ecco a chi andrà per primo e dove ci si potrà vaccinare

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Sesto Potere) – Roma – 27 dicembre 2020 – Oggi ha preso il via Piano nazionale di vaccinazione per il Covid-19. Sono arrivate in tutte le regioni le prime 9.750 dosi da somministrare nel corso della giornata. I primi vaccinati d’Italia sono la direttrice del laboratorio di virologia dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma, Maria Rosaria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli. Insieme ad altro personale sanitario dell’Istituto e contestualmente con l’avvio della vaccinazione in tutta Italia e in Europa

“È il giorno che aspettavamo da tempo. La strada è ancora lunga, ma finalmente abbiamo il vaccino” – ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza”.

 La campagna per la somministrazione del vaccino si articolerà in più fasi. Da domani, lunedì 28 dicembre, verranno distribuite in Italia circa 470mila dosi ogni settimana del vaccino Pfizer-Biontech. Si comincia proteggendo il personale sanitario, i residenti ed il personale dei presidi residenziali per anziani e gli anziani più fragili o le persone in età avanzata. Le persone appartenenti a queste categorie non potranno presentarsi volontariamente a fare il vaccino, ma verranno contattate attraverso le strutture preposte. Sarà possibile vaccinarsi presso ospedali e ambulatori predefiniti. Sono state previste anche unità mobili destinate a chi non potrà raggiungere i centri di vaccinazione.

A seguire saranno vaccinati i cittadini più vulnerabili e poi tutti gli altri.

La campagna di vaccinazione proseguirà a fasi che dipenderanno dalla quantità di vaccini disponibili, dalle indicazioni delle autorizzazioni Ema per ogni nuovo vaccino e, in ogni caso, riguarderanno nell’ordine le classi di popolazione indicate nel Piano Strategico Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. Le indicazioni potranno essere aggiornate in base all’evolversi della pandemia, delle conoscenze provenienti dalla ricerca scientifica e della disponibilità di vaccini.

Al momento queste sono le categorie individuate: la prima categoria è composta da personale sanitario e sociosanitario; la seconda categoria comprende gli ospiti e il personale dei presidi residenziali per anziani; la terza categoria è composta dalle persone che hanno dagli 80 anni in su; la quarta categoria è formata dalle persone che hanno dai 60 ai 79 anni; la quinta categoria è composta da persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità. A seguire il resto della popolazione, cominciando dalle “persone impiegate nei servizi essenziali”, ovvero: il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e delle comunità.

L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione, vista l’approvazione da parte dell’Ema – European Medicines Agency del primo vaccino anti COVID-19, è raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il SARS-CoV2. Dopo una fase iniziale, che dovrà essere limitata, per il numero di dosi consegnate, essa si svilupperà in continuo crescendo. L’Italia ha aderito all’iniziativa dell’Unione europea per l’acquisto di un pacchetto di vaccini di diverse case farmaceutiche: Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson, Sanofi e CureVac . Per ogni vaccinazione devono essere somministrate due dosi.

Nel 1° trimestre del 2021 soltanto due aziende, la Pfizer-BioNTech e Moderna, potrebbero fornire già 9 milioni di dosi. Secondo le prime stime nella prima fase potranno essere vaccinati circa 1,8 milioni di persone: il 70% di personale sanitario ed il 30% ospiti delle Rsa. L’acquisto del vaccino sarà centralizzato e verrà distribuito in modo gratuito a tutti gli italiani.

Nella fase iniziale della campagna vaccinale si prevede una gestione centralizzata della vaccinazione con l’identificazione di siti ospedalieri o peri-ospedalieri e l’impego di unità mobili destinate alla vaccinazione delle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione.

Il personale delle unità vaccinali sarà costituito
da un numero flessibile di medici, infermieri, assistenti sanitari, OSS e personale amministrativo di supporto. Si stima, al momento, un fabbisogno massimo di circa 20mila persone.

A livello regionale e a livello locale – così come è previsto nel Piano nazionale di vaccinazione per il Covid-19– saranno pertanto identificati referenti che risponderanno direttamente alla struttura di coordinamento nazionale e si interfacceranno con gli attori del territorio, quali i Dipartimenti di Prevenzione, per garantire l’implementazione dei piani regionali di vaccinazione e il loro raccordo con i responsabili del Piano Nazionale di Vaccinazione.
Con l’aumentare della disponibilità dei vaccini, a livello territoriale potranno essere realizzate campagne su larga scala (walk-in) per la popolazione presso centri vaccinali organizzati ad hoc e, in fase avanzata, accanto all’utilizzo delle unità mobili, il modello organizzativo vedrà via via una maggiore articolazione sul territorio, seguendo sempre più la normale filiera tradizionale, incluso il coinvolgimento degli ambulatori vaccinali territoriali, dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, della sanità militare, e dei medici competenti delle aziende.

Al momento non è intenzione del Governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione. Nel corso della campagna sarà valutato il tasso di adesione dei cittadini.