(Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2022 – Nel pieno della quarta ondata da Covid-19, segnata dall’alta contagiosità della variante Omicron, il sistema sanitario regionale incomincia a entrare in emergenza.

“In Emilia-Romagna gli ospedali sono intasati da pazienti Covid con una contingente riduzione dei posti letto disponibili. A Bologna e Reggio Emilia è confermata la riduzione di prestazioni chirurgiche, a Modena la carenza di personale si ripercuote su tutte le articolazioni sanitarie e in Romagna centinaia di dipendenti positivi al virus e personale non vaccinato e dunque sospeso creano un oggettivo doppio problema da risolvere. Con questo scenario di fondo c’è chi (l’Ausl di Bologna) ha sospeso le ferie al personale sanitario, con il conseguente risvolto che medici, infermieri e operatori sanitari sono sottoposti ad ore e ore di straordinario”: elenca il segretario dell’Ugl Emilia-Romagna Tullia Bevilacqua.

reparto covid ph d’archivio

“Carenza del personale e insufficienza dei posti letto sono problemi endemici nella sanità regionale che il Covid ha soltanto acuito. Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego, i corsi di laurea in medicina a numero chiuso, la chiusura dei cosiddetti piccoli ospedali e la mancata stabilizzazione degli operatori socio sanitari precari o disoccupati ha concorso a creare questa situazione emergenziale. Ma, adesso, c’è una questione che deve essere affrontata a tutti i costi: con la riduzione o la sospensione del 50-60% della chirurgia programmata negli ospedali della nostra regione si corre il rischio che pazienti poli-patologici si vedano aggravare il proprio stato di salute. Chi garantirà i malati oncologici, cardiologici e ematologici? E chi soffre di calcoli alla colecisti che rischia la pancreatite? Solo per citare alcuni casi… Sono trascorsi due anni dall’esplosione della pandemia e dobbiamo prendere atto che non sono state individuate nemmeno nella nostra regione adeguate soluzioni per garantire l’assistenza ai pazienti più fragili”: continua Tullia Bevilacqua.

“Da due anni il nostro sindacato ribadisce che per fronteggiare l’aumento dei contagi da Covid-19 ci sia bisogno di interventi strutturali: dotare la popolazione di strumenti di protezione individuali adeguati, rafforzare le strutture e il personale sanitario per fronteggiare l’emergenza, aumentare gli hub vaccinali ed i drive through in ogni centro abitato, anche nelle piccole città oggi penalizzate. Si dovevano e si devono adottare misure urgenti per garantire quel modello di sanità pubblica che altre regioni ci invidiano, ma adattandolo alla nuova e straordinaria situazione”: aggiunge il segretario dell’Ugl Emilia-Romagna Tullia Bevilacqua.

“Esistono precise responsabilità politiche: la sanità italiana negli anni è stata sottoposta senza alcun criterio a tagli e impoverimenti graduali, creando un danno oggettivo ai cittadini. Ma senza voler entrare in polemica, diciamo che non si può attendere oltre per prendere provvedimenti urgenti, servono ospedali Covid per liberare le strutture ordinarie, serve ripensare un’organizzazione territoriale che oggi mostra la corda, anche in Emilia-Romagna. Si affronti il problema in una sede ad hoc, meglio se in un tavolo regionale, e noi siamo pronti a fornire il nostro contributo di idee”: conclude il segretario dell’Ugl Emilia-Romagna Tullia Bevilacqua.