Covid, nuovo incontro Comitato Libertà e Lavoro col presidente Fratto

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(Sesto Potere) – Forlì – 9 marzo 2021 – S’è svolto ieri nella sede della   Provincia di Forlì-Cesena, in piazza Morgagni a Forlì, l’incontro richiesto dal Comitato Libertà e Lavoro a cui hanno partecipato: il presidente della Provincia Gabriele Fratto, il portavoce del Comitato Spontaneo Forli-Cesena per la Libertà ed il Lavoro Daniele Avolio, Maurizio Tassani, Giovanni Amadori e collegati da remoto: l’avvocato Linda Corrias, legale dell’associazione nonché colei che ha vinto al Tar del Lazio il ricorso per le mascherine sui minori di 12 anni, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e i direttori di Confcommercio Forlì e Confesercenti Forlì, Alberto Zattini e Giancarlo Corzani.

“La discussione è stata incentrata sulla consapevolezza che Forlì debba svincolarsi dalla stretta mortale di Bonaccini. È stato fatto passare il messaggio da parte nostra che la “punizione” a cui siamo costretti non dipenda da un pericolo imminente legato ai contagi bensì al fatto che trovandoci come territorio virtuoso a trazione centro destra stretto tra comuni meno virtuosi e a colorazione partitica rossa, per non perderci la faccia , Bonaccini ci ha somministrato l’estrema punizione. Inoltre, da parte mia ho chiesto a Zattini di approfondire in particolare tre tematiche: i cicli di amplificazione a cui vengono sottoposti i tamponi, la sentenza del Tar Lazio che sospende la nota Aifa-Agenzia Italiana del Farmaco, sulle cure a casa lasciando ai medici il diritto/dovere di prescrivere ciò che ritengono più opportuno, lo studio dei dati sulla mortalità complessiva del nostro comune ed anche nella Provincia per accertare la relazione anche con altre patologie che hanno portato al decesso”: dichiara in una nota Daniele Avolio, portavoce del Comitato Spontaneo Forli-Cesena per la Libertà ed il Lavoro.

Fratto_con_fascia

In particolare c’è il riferimento all’ordinanza del Tar Lazio che ha accolto il ricorso di alcuni medici contro la nota Aifa del 9 dicembre 2020 recante “principi di gestione dei casi covid19 nel setting domiciliare” nella parte in cui nei primi giorni di malattia da Sars-covid, prevede unicamente una “vigilante attesa” e “somministrazione di fans e paracetamolo“, e nella parte in cui “pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da covid”. Il Tar valuta come fondato il ricorso presentato dai medici in relazione alla circostanza che i ricorrenti fanno valere rivendicando il proprio diritto/dovere, avente giuridica rilevanza sia in sede civile che penale, di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza, e che non può essere compresso nell’ottica di una attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene sotto profili diversi, per i medici stessi.

In merito ai tamponi, inoltre, il Comitato Libertà e Lavoro cita l’Oms – Organizzazione Mondiale della Sanità che ha ribadito che un solo tampone non basta e va eseguito nuovamente “se i risultati del test (PCR) non corrispondono alla presentazione clinica“. In pratica un tampone positivo non basta più per dichiarare un caso Covid positivo o negativo, ma è necessario vedere l’aspetto clinico della persona, quindi lo stato di salute. Altrimenti va ripetuto il test un’altra volta.

Sulla mortalità il Comitato auspica un ‘ analisi dei dati sulle esatte e pregresse patologie a carico delle persone che hanno contratto il virus, per avere la giusta chiave di lettura e verificare che non vengano archiviati numeri falsati. Esempio: se dagli anni 2015 al 2019 ci fossero stati in media per ogni anno 100 decessi per infarto e nel 2020 questo dato fosse sceso del 20/30% , appare evidente che il dato complessivo risulterebbe falsato a favore dell’incidenza Covid. Stesso dato per le altre patologie.

“Tutti hanno concordato che se non si ritorni a bilanciare salute e Lavoro, il disastro economico sarà devastante a fronte di una malattia di cui oggi si conoscono i metodi di cura domiciliare ma che stranamente ancora non vengono applicati”: ha concluso il portavoce del Comitato Spontaneo Forli-Cesena per la Libertà ed il Lavoro, Daniele Avolio.