Covid, nuove scelte organizzative all’Ospedale di Mirandola (Mo)

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(Sesto Potere) – Mirandola – 19 gennaio 2021 – L’emergenza Covid continua a imporre nuove scelte organizzative all’Ospedale di Mirandola. Ultimo in ordine di tempo, la Cappella interna all’Ospedale riconvertita, solo temporaneamente, in area di accettazione, preparazione e osservazione dei pazienti in attesa, per assicurare la ripresa, nonostante il covid, di parte dell’attività chirurgica ambulatoriale. È stato così possibile, dal 7 gennaio, far ripartire interventi ambulatoriali di Oculistica, Chirurgia Generale, Ortopedia, Dermatologia e Urologia (attività cistoscopica), a tutto vantaggio dei cittadini del territorio.

Si ricorda poi che, l’area Covid ricavata nel reparto di Medicina (dotata di 12 posti letto) è stata riconvertita in uno spazio con sei posti letto dedicati ai pazienti con sintomatologia sospetta per Covid, assicurando così l’isolamento in stanza singola.

Nulla cambia invece per quanto riguarda l’attività chirurgica programmata, che conserva la pianificazione settimanale, così come l’attività legata al Punto Nascita e alle urgenze ostetrico-ginecologiche.

dottore in corsia

La collaborazione solidale tra le strutture della provincia è alla base del concetto di rete ospedaliera, modello adottato ormai da decenni dalla sanità modenese. Una circostanza analoga a quella attuata oggi a Mirandola si è verificata anche a inizio novembre scorso, quando, a causa di alcune positività individuate all’interno del reparto di Ortopedia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, i ricoveri programmati e urgenti di ambito ortopedico erano stati indirizzati per alcuni giorni al Santa Maria Bianca.

L’Azienda USL di Modena inoltre, ha ritenuto necessario sospendere i ricoveri chirurgici programmati, ad eccezione degli interventi urgenti e non procrastinabili e di quelli per patologia oncologica da effettuare entro 30 giorni. Al fine di tutelare la sicurezza di tutti i pazienti, la programmazione di dettaglio sarà concordata insieme ai diversi referenti delle Unità operative e quotidianamente verificata, in una logica di rete provinciale. In base all’andamento epidemiologico e all’eventuale disponibilità da parte delle strutture private si valuterà la possibilità di ripristinare eventuali percorsi assistenziali anche per pazienti non oncologici.

La Direzione sanitaria del Santa Maria Bianca ha attivato due aree per l’isolamento di pazienti ricoverati, positivi al Covid. Le due aree, ricavate presso i reparti di Cardiologia e Pneumologia, potranno contare a regime su 26 posti letto. A questi si aggiungono i 4 posti letto di terapia subintensiva respiratoria ricavati nel Corpo 02 dell’Ospedale. 

Sul territorio del distretto di Mirandola inoltre sono operativi due equipaggi USCA (unità speciali di continuità assistenziale) con 4 medici che ruotano. L’USCA viene attivata o dai medici di base o dal Pronto Soccorso. Tramite sorveglianza USCA si può seguire una dimissione da PS verso il domicilio, evitando il ricovero, quando possibile. Le USCA sono dotate di strumentazione, quali sofisticati saturimetri ed ecografi per fare ecografie polmonari e possono eseguire tamponi. Gli equipaggi sono attivi dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00, mentre il sabato e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Nuova organizzazione – e relativo potenziamento – anche per quanto riguarda il Pronto Soccorso, dove erano già attivi il pre-triage all’accesso e la separazione dei percorsi con area dedicata all’isolamento dei pazienti con sintomatologia sospetta (ambulatorio codici bianchi e verdi). E’ in funzione una nuova sezione del PS definita “area filtro Covid” (ex Middle Care), che può ospitare fino ad 8 pazienti in condizioni stabili, in attesa di ricovero e di tampone, in particolare nell’orario notturno. In questa fase, tale area sarà caratterizzata da locali di osservazione pazienti separati l’uno dall’altro: alcuni accoglieranno in sicurezza pazienti sintomatici, altri quelli asintomatici. Conseguentemente alla nuova organizzazione, per garantire la sicurezza di tutti, sono state fortemente ridotte le visite ai degenti e saranno consentite solo in casi particolari: il contatto con i familiari potrà avvenire tramite tablet, così come avvenuto durante la prima emergenza.