Covid, nasce ETA 20, mascherina etica e sostenibile certificata dall’UniBo

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(Sesto Potere) – Bologna – 23 marzo 2021 – Nasce a Bologna ETA 20: una nuova mascherina sicura, etica e sostenibile. Sarà prodotta dalla cooperativa sociale ETA BETA ed è nata dalla collaborazione con Zero Waste Italy e con il supporto scientifico dell’Università di Bologna. La nuova mascherina ha un involucro di stoffa, con cotone all’interno e tessuto tecnico all’esterno, ma non e’ una mascherina lavabile come le altre: è infatti dotata di un filtro sostituibile che la rende sicura.

Inoltre, ETA 20, oltre a garantire massima sicurezza per la salute, riduce l’impatto dei rifiuti sull’ambiente. Le mascherine monouso possono infatti rappresentare una minaccia ambientale: sono migliaia quelle rinvenute nel mare e va considerato che quelle di tipo Ffp2 e Ffp3 non sono di fatto riciclabili. C’è poi un ulteriore valore aggiunto sociale: nella produzione di ETA 20 sono impiegate persone disabili e svantaggiate.

“Quando è nata l’dea di produrre una mascherina sostenibile siamo partiti dalla nostra cultura di rispetto e attenzione verso l’ambiente – sottolinea Joan Crous, presidente di Eta Beta – dato che avevamo esperienza nella produzione e lavaggio di pannolini ecocompatibili per bambini. Così ci siamo messi in gioco per fronteggiare questa nuova emergenza, con una produzione sostenibile e coerente con l’Agenda ONU 2030, in particolare per l’attenzione per la salute, il rispetto per l’ambiente e il lavoro sociale. Con questo progetto la cooperativa può produrre grazie alla collaborazione con Pretty Moda migliaia di mascherine per aziende, per il mondo della scuola, per i singoli cittadini. Abbiamo prenotazioni per 5.000 pezzi e gli inserimenti lavorativi riguardano dieci persone che presentano varie disabilità. Più diffonderemo l’uso di queste mascherine più favoriremo l’inserimento lavorativo di persone fragili“.

La mascherina è realizzata con il tessuto di Pretty Società Cooperativa, trattato con una tecnologia antimicrobica ed antivirale, mentre i filtri sono di Baritech Operations. La produzione può arrivare a oltre 20 mila mascherine a settimana.

Il progetto è stato curato nei minimi dettagli, partendo dalla qualità dei materiali utilizzati, per garantire filtraggio elevato e compatibilità ambientale. L’Università di Bologna ha dato un contributo scientifico determinante per la nascita di ETA 20.