Covid, Merendi (Ugl Sanità Forlì-Cesena): “Nelle case di riposo manca l’infermiere di notte”

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(Sesto Potere) – Forlì – 21 settembre 2020 – “Le strutture periferiche e di riposo sono, nella maggior parte dei casi, sprovviste di infermieri nelle ore notturne. Ci sono molte realtà dove l’infermiere non è presente in particolari momenti della giornata e il compito di sorveglianza e vigilanza del paziente/ospite è affidato agli operatori sanitari. Basti pensare alle case di riposo o agli alberghi per anziani, ormai considerate quasi come “zone franche”: a segnalare il problema in una nota è Riccardo Merendi, segretario provinciale Forlì-Cesena UGL sanità, (nella foto in alto) che chiede una valutazione approfondita.

Anche Ausl Romagna al fine di garantire la risposta più adeguata possibile alle persone che contraggono l’infezione da Covid 19, in vista delll’avvicinarsi dell’autunno-inverno e con l’influenza stagionale alle porte ha varato un nuovo Piano organizzativo.

“Se c’è un insegnamento che dobbiamo introiettare da questa pandemia è che non possiamo prescindere dai servizi territoriali e di assistenza domiciliare. Non dimentichiamo che la persona anziana non autosufficiente è un macigno enorme per una famiglia. Gli anziani sono soggetti fragili, esseri umani con parità di diritti e, a partire da loro, va riaffermata la centralità dell’essere umano, della persona e delle cure. Il fenomeno Covid 19, dal quale ancora non possiamo accomiatarci, dovrebbe portarci a riflettere e a rivedere la cultura dell’assistenza e dell’anziano. Molte strutture periferiche del comprensorio forlivese sono state interessate da focolai epidemici importanti, che solo un intervento sanitario coordinato e condiviso ha reso controllabili”: aggiunge Riccardo Merendi.

Il sindacato UGL sanità di Forlì-Cesena ricorda che il Distretto Ausl, nella fase più calda ha assunto una sorta di direzione sanitaria delle residenze facendo formazione del personale e supportandolo organizzativamente e numericamente con vere e proprie “task force” di specialisti e infermieri.

“Il costante dialogo con le strutture e il monitoraggio resteranno fondamentale per la prevenzione di futuri contagi da Covid 19. Di sicuro, una più stretta collaborazione tra Azienda e strutture è imprescindibile anche in futuro. Questa situazione emergenziale è andata a detonare su un terreno già minato: spesso gli operatori sanitari a cui vengono delegate nuove responsabilità si trovano in situazioni particolari, dove le loro competenze si esauriscono e non riescono a fare fronte anche a compiti che potrebbero sembrare banali”: aggiunge Riccardo Merendi.

“Un esempio su tutti: la somministrazione di terapia al bisogno, come per esempio il paracetamolo, a un ospite con iperpiressia. L’operatore potrebbe rilevare la temperatura ma non potrebbe somministrare alcunché essendo competenza e prerogativa medica e infermieristica. Le problematiche non si limitano a ciò, dovendo queste figure, essendo le uniche presenti di notte, “valutare” in autonomia quando allertare la guardia medica o il 118 per un invio in pronto soccorso; considerando, di questi tempi, quante implicazioni possa avere inviare un paziente anziano o fragile in un ambiente affollato e critico. Forse sarebbe opportuno rivedere l’assistenza complessiva fornita in queste realtà, considerando seriamente la possibilità di garantire assistenza infermieristica nelle 24 ore; magari riportando stabilmente e come un tempo, personale infermieristico dell’azienda Ausl della Romagna all’interno delle realtà periferiche”: conclude il segretario provinciale Forlì-Cesena UGL sanità Riccardo Merendi.

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