Covid e chiusure, Lapam Confartigianato: “Subito ristori sennò imprese non reggono”

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(Sesto Potere) – Modena – 16 marzo 2021 – “Ristori adeguati alle perdite subite dalle imprese da erogare in tempi rapidissimi”: li chiede Gilberto Luppi, presidente Lapam e vicepresidente vicario Confartigianato Emilia Romagna, che ha espresso preoccupazione per la quantità di risorse che dovranno finanziare i ristori nel Decreto Sostegno che il Governo dovrebbe varare la prossima settimana.

“Anche a fronte delle nuove misure restrittive varate dal Governo e che da noi, a Modena e Reggio Emilia sono pesanti già da diversi giorni – ha detto – , le imprese hanno necessità di ristori veri. Altrimenti non possono reggere. La crisi provocata dalla pandemia ha già messo a rischio un terzo degli artigiani e delle piccole aziende e le preoccupazioni per il futuro riguardano la metà delle piccole imprese delle nostre province”.

In continuità con questa affermazione il presidente Lapam parla anche di salvaguardia dei posti di lavoro: “Un ammortizzatore sociale universale uguale per tutti i settori mortificherebbe le esperienze positive maturate nell’artigianato e le nostre specificità“.

Gilberto Luppi

“La riforma – continua Luppi – deve poggiare su una analisi storica e articolata per settori degli ammortizzatori sociali. Vogliamo che ci siano riconosciute la specificità e l’efficacia delle buone pratiche che abbiamo realizzato, il nostro sistema della bilateralità funziona ed è indispensabile per mettere in sicurezza famiglie e lavoratori. Occorre implementarlo e rendere meno farraginoso e burocratico il sistema della cassa integrazione”.

“Oggi bisogna anche e soprattutto preoccuparsi di assumere. Per questo, accanto alla riforma degli ammortizzatori sociali – ha concluso il presidente Lapam – bisogna concentrarsi su politiche attive del lavoro, investendo in una nuova formazione tecnica e professionale, orientata alla creazione delle competenze richieste dalle aziende, una formazione continua che possa anche riqualificare le persone e dotarle delle competenze necessarie. Senza questi investimenti in formazione il Paese non potrà riprendersi e troppi giovani resteranno ai margini”.