(Sesto Potere) – Milano, 30 novembre 2021. È un dato di fatto: il periodo trascorso ha visto gli italiani con ‘le mani in pasta’. A regnare sovrani nel nostro habitat domestico sono stati soprattutto i carboidrati, complice anche il maggior tempo a disposizione che ci ha all’improvviso trasformati in pizzaioli e pasticceri. Ma troppi strappi alla regola uniti ad una ridotta o nulla attività fisica, ci hanno lasciato un’eredità fatta di chili in più e disturbi digestivi.

I nuovi studi dell’Osservatorio Nestlé – che dal 2009 fotografa le abitudini alimentari italiane, suggerendo indicazioni per un’alimentazione equilibrata – svelano il doppio volto dell’ultimo anno che ha visto gli italiani “cambiare il proprio modo di vivere”. A farne le spese sono stati spesso, e inevitabilmente, anche i nostri stili alimentari.

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I nuovi dati  dell’Osservatorio Nestlé rilevano un quadro ‘schizofrenico’ caratterizzato, da un lato, dal consumo stabile di alimenti salutari come frutta e verdura (+2%), dall’altro da un incremento nel consumo di snack salati (+15%) e di carne che, nonostante la forte attenzione sugli effetti di un suo consumo eccessivo, è cresciuta del 6%. Allo stesso modo, alcuni prodotti freschi come yogurt, spremute fresche e uova hanno registrato una crescita di circa il 25% rispetto al 2019, a scapito dei piatti pronti e degli alimenti precotti.

Un trend che potrebbe ancora crescere dato che, nei prossimi mesi, la volontà degli italiani sembra essere quella di continuare ad aumentare i consumi di alimenti freschi, soprattutto spremute e yogurt (25%) e di diminuire ulteriormente il consumo di piatti pronti o precotti (24%).

Oltre alla frutta e alla verdura, l’acqua, secondo un recente studio dell’Osservatorio Nestlé, veniva indicata fondamentale per l’umanità, ma non si è dato – e non si dà neppure ora – il giusto valore a questa fondamentale risorsa. Gli uomini bevono solo quando hanno sete (63%) e lo fanno prevalentemente durante i pasti (49%), mentre le donne sembrano più consapevoli di quest’abitudine scorretta e cercano quindi di imporsi di bere (47%). Forse anche per sopperire a questo difetto, parallelamente è aumentato del 30% il consumo di caffè, tè, tisane.

“Gli italiani conoscono bene la dieta mediterranea, anche se solo il 56% del campione rispetta le linee-guida INRAN – Dieta mediterranea”, commenta il Professor Giuseppe Fatati, presidente dell’Osservatorio Nestlé. “Ma è come se, in quest’ultimo periodo, le conoscenze in questo ambito siano rimaste le stesse mentre la realizzazione pratica fosse peggiorata”. Prosegue Fatati: “È dovere dell’Osservatorio Nestlé comunicare nuovamente e con forza l’importanza dell’alimentazione mediterranea, perché il trend di conoscenza e maggiore aderenza alle corrette abitudini alimentari venga recuperato nel prossimo futuro”.

Il compito dell’Osservatorio Nestlé che dal 2009, attraverso studi sviluppati con esperti e autorevoli istituti universitari, aveva contribuito a innescare processi per migliorare i comportamenti alimentari, sarà utile nei prossimi mesi per capire se alcuni trend negativi avranno effetto di breve termine e se quindi, passato questo periodo di adattamento e grazie alla ripresa, gran parte delle precedenti abitudini alimentari positive riprenderà il suo corso.

Per ribadire il suo ruolo di divulgatore di uno stile di vita salutare e sensibilizzare sui temi della corretta nutrizione, l’Osservatorio Nestlé ha deciso di accelerare la realizzazione del nuovo logo e con una nuova immagine grafica che sintetizza al primo sguardo i principi dell’alimentazione salutare che l’Osservatorio da sempre promuove, riassumendo in modo immediato e diretto i dettami stessi della dieta mediterranea. Mentre al pay-off “Il buono della nutrizione”, Nestlé ha infine affidato tutta l’attenzione del Gruppo alla promozione di stili alimentari corretti.

I materiali e gli studi prodotti dall’Osservatorio Nestlé negli ultimi anni sono navigabili nella sezione dedicata all’interno del sito di Nestlé Italia.