Covid, incidenza e ricoveri in Emilia-Romagna più elevata nei non vaccinati

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(Sesto Potere) – Bologna – 2 settembre 2021 – “Chi non si vaccina rischia mediamente 5 volte di più, rispetto a chi è vaccinato, di contrarre l’infezione da SARS-Cov-2. Non solo: rischia molto di più (un numero che varia dalle 9 alle 13 volte) di essere ricoverato in ospedale. Nonostante la presenza della variante Delta, si conferma il fatto che i vaccini funzionano. Molto elevata l’efficacia in Emilia-Romagna: superiore all’86% contro il rischio infezioni, pari al 93,6% nella prevenzione dei ricoveri (al 96,2% per quelli in terapia intensiva) e al 95% per i decessi”: è questa in estrema sintesi, la conclusione cui giunge il nuovo monitoraggio (relativo al mese di agosto) dell’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna, relativamente all’impatto della campagna vaccinale sulla popolazione emiliano-romagnola.

Quante volte rischiano di ammalarsi di più coloro che non si sono vaccinati? Quante volte è più probabile che vadano in ospedale?

“Come già nell’edizione precedente, anche dal nuovo report emergono ulteriori prove dell’efficacia dei vaccini nel proteggere dall’infezione da SARS-Cov-2 – in tutti i casi, in casi che comportano il ricovero in reparti Covid ordinari, in casi che richiedono il ricovero in unità di terapia intensiva, in casi associati a decesso -, per le diverse categorie vaccinali, e dopo la somministrazione della prima e della seconda dose di vaccino”: si legge in una nota della Regione Emilia-Romagna.

La platea inclusa nell’analisi comprende i vaccinati fino al 30 giugno 2021, in totale 2.398.313 cittadini. Al 31 agosto i vaccinati con almeno una dose in Emilia-Romagna sono più di 3,2 milioni.

Monitoraggio della campagna vaccinale in Emilia-Romagna, mese di agosto 2021

Rispetto ai dati relativi al 30 giugno, lo studio conferma: “la capacità di tutti i vaccini di ridurre in modo molto significativo il rischio di contrarre un’infezione, essere ricoverati (sia in reparti Covid che in terapia intensiva) e morire in seguito all’infezione: l’efficacia media dopo il completamento del ciclo vaccinale nel prevenire le infezioni si mantiene superiore all’86% (con una leggera riduzione pari al 3,6% rispetto al monitoraggio al 30 giugno, spiegabile con l’impatto della variante Delta). Quasi immutata l’efficacia nel prevenire i ricoveri, che è pari al 93,6%; resta elevata anche la protezione nei confronti dei ricoveri in terapia intensiva (96,2%) e dei decessi (95%). L’efficacia del vaccino si mantiene elevata nel tempo: il follow-up post-vaccinazione, che allo stato attuale arriva fino a 7 mesi, mostra come sia ancora superiore all’80% nei confronti delle infezioni e del 94% nei confronti dei ricoveri ospedalieri”.

“Al completamento del ciclo vaccinale, l’efficacia è elevata negli operatori sanitari e negli anziani residenti in strutture residenziali, le prime due categorie ad essere state vaccinate; in ambedue i casi l’efficacia media nel periodo è intorno al 91-92%, anche se per gli operatori sanitari si riduce all’83% nell’ultima settimana di follow-up, mentre per gli ospiti delle Case Residenza Anziani (CRA) si osservano oscillazioni delle ultime 3-4 settimane che vanno dall’88% al 96%.”: si legge nel comunicato della Regione.

Incidenza di infezioni e ricoveri negli ultimi due mesi tra non vaccinati e vaccinati. L’analisi del rischio

medici covid19 in corsia

Nel complesso, tra fine giugno e fine agosto l’incidenza di infezioni e ricoveri nella popolazione emiliano-romagnola è molto più elevata nei non vaccinati che nei vaccinati anche se, in ambedue le categorie, si osserva un aumento dell’incidenza di infezioni e di ricoveri nella parte finale del periodo considerato, ma non per le infezioni che comportano il ricovero in terapia intensiva nei vaccinati: per questi ultimi rimane contenuta.

L’analisi per classe di età mostra che, nelle ultime 4 settimane, l’incidenza di infezioni è molto elevata soprattutto nei giovani non vaccinati (12-39 anni), mentre quella di ricoveri in reparti Covid-19 e in terapia intensiva è elevata soprattutto nella classe di età 60-79 anni e interessa in modo preponderante i non vaccinati.

L’analisi per fragilità clinica (secondo la classificazione RiskER) mostra come l’incidenza di infezioni sia molto elevata soprattutto nelle persone a basso rischio non vaccinate, mentre l’incidenza di ricoveri in reparti Covid-19 e in terapia intensiva sia elevata soprattutto nelle persone a medio ed alto rischio non vaccinate.

Il rischio relativo di infezione, ricovero in reparto e ricovero in terapia intensiva nei non vaccinati nelle ultime 4 settimane, standardizzato per età e classe di rischio RiskER, mostra come sia mediamente circa 5 volte maggiore (di infettarsi) rispetto ai vaccinati. Il rischio di ricovero in ospedale è tra 9 e 13 volte maggiore nei noi vaccinati a seconda della settimana considerata. Per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva, il rischio è sempre molto più elevato per i non vaccinati, con una stima puntuale che è costantemente superiore a 10 volte nelle quattro settimane.