Covid, in terapie intensive Romagna “lieve aumento”. Carenza di medici

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medici covid19 in corsia

(Sesto Potere) – Forlì – 18 novembre 2020 – Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, l’Ausl Romagna ha pubblicato oggi alcuni dati relativi alla settimana dal 9 al 15 novembre, precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo.

Nella settimana di riferimento si sono verificate 3.744 positività su un totale di 35.477 tamponi (vale a dire oltre 5000 al giorno di media, con punte di 7000), con una incidenza dunque del 10,6 per cento che, pur aumentando rispetto alla settimana precedente, resta ancora più bassa rispetto all’incidenza nazionale. Su questo dato si registra, nell’ultima settimana, un aumento nei territori di Rimini e Cesena, un lieve calo a Ravenna ed un calo più significativo a Forlì.

Si registra invece un aumento in tutti i territori rispetto all’indicatore delle positività su popolazione residente . Restano pressochè invariate le percentuali di asintomatici con quella di Rimini ancora superiore alle altre.

Mattia Altini

Per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto, nella settimana di riferimento si è verificato un aumento, in questo caso omogeneo tra i vari territori, di malati nei reparti di degenza; per quanto riguarda le Terapie intensive, a fronte di un lieve aumento di ricoverati in valore assoluto, è diminuita di mezzo punto la percentuale di ricoverati in terapia intensiva rispetto al totale dei ricoverati. E sempre in tema di ricoveri, l’Ausl Romagna ritiene interessante evidenziare che l’incidenza di ricoveri per covid su popolazione residente in Romagna è di 42,2 per diecimila abitanti, a fronte del 53,24 di media regionale. Scorporando tale dato, l’incidenza di ricoveri non in terapia intensiva è di 38,65 per diecimila in Romagna contro una media regionale di 48,37 e l’incidenza di ricoveri in terapia intensiva è di 3,55 per diecimila in Romagna contro una media regionale di 5,03.

“Da questi dati emerge come la Romagna continui ad avere indicatori più positivi rispetto al resto della regione, in particolare dal punto di vista dei ricoveri ospedalieri – rimarca il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Mattia Altini -. Ciononostante i valori assoluti dei contagi restano alti, e conseguentemente pure i numeri di ricoveri, che anche nella settimana scorsa sono aumentati, mantenendoci nel ‘livello rosso’ del Piano dinamico per gli ospedali. Una ulteriore crescita di ricoveri significherebbe limitare di conseguenza il resto dell’attività sanitaria extra – covid, ovviamente per le prestazioni non urgenti, ma questa è una situazione che vogliamo evitare a tutti i costi. Anzi vogliamo continuare, come stiamo facendo, ad erogare il maggior numero di prestazioni sia per completare il recupero di quelle saltate durante i mesi della ‘prima ondata’ e per le nuove prenotazioni”.

“Come detto – aggiunge Mattia Altini – stiamo lavorando sfruttando ogni potenzialità per implementare sempre più il contact tracing in modo da individuare il maggior numero di casi possibili in fase iniziale così da poterli gestire a domicilio, e stiamo sempre più attivando strutture come le Cra covid per pazienti fragili e paucisintomatici. Mi permetto di dire che stiamo facendo tutto il possibile, anche in accordo col privato e con le altre Istituzioni, che ringraziamo, ma tutto rischia di essere vanificato se la cittadinanza non continua con perizia a seguire le buone pratiche mirate a limitare il contagio”.

Intanto, nel corso della diretta streaming, tra il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale e il direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori (in foto nella pagina) per fare il punto insieme ai professionisti e alle professioniste del mondo della sanità sulla situazione Covid-19 ed l’emergenza sanitaria nel territorio di Ravenna, è emersa la necessità di reperire nuovo personale medico. Mancano medici e si fatica a trovarli.  In particolare, Carradori ha ricordato che esistono 10-20 mila medici già laureati fuori dalle specializzazioni da cui attingere in termini di reclutamento per garantire le necessità e sopperire alla carenza registrata in tempi brevi.