(Sesto Potere) – Forlì – 14 dicembre 2020 – I dati economici più aggiornati, presentati dalla Camera di commercio confermano le criticità che sta attraversando anche il sistema produttivo della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, dovute alla pandemia da Covid-19 e, soprattutto, consentono di capire le asimmetrie di impatto della crisi e il posizionamento del nostro territorio nel panorama regionale e nazionale.

Come prevedibile, vista l’eccezionalità e gravità della situazione generale, che ha portato a un blocco – mai sperimentato prima – delle attività produttive, anche nel nostro territorio quasi tutte le variabili e gli indicatori economici sono temporaneamente in terreno negativo.
A soffrire in modo particolare sono le imprese più piccole e meno strutturate, i settori del turismo, terziario, trasporti e logistica e alcuni importanti mercati di sbocco.
Per l’area Romagna, dopo un buon posizionamento a livello nazionale con il quale si era chiuso anche il 2019, i dati del 2020 confermano una diminuzione del valore aggiunto stimata al 10,3%. Complessivamente, considerata la maggiore incidenza del terziario, e in particolare del turismo, che caratterizza i nostri territori, è previsto un calo lievemente più significativo rispetto alla media regionale e nazionale, condizionato dalle maggiori difficoltà del territorio riminese rispetto a quello forlivese e cesenate. Le previsioni per il 2021 sono però positive, di resilienza e di progressivo recupero.

Il commento

“Si sta chiudendo un anno particolarmente difficile, un anno in cui ci siamo trovati, tutto il mondo si è trovato, a vivere una situazione inimmaginabile, inaspettata e gravissima. La pandemia da Covid-19, ha portato con sé paura, dolore per le troppe morti e, inevitabilmente, una crisi sociale ed economica mai vista prima. I principali indicatori certificano che la situazione attuale è indubbiamente molto complessa, ma certo non senza soluzioni. In questo contingente abbiamo visto anche di che pasta siamo fatti, vediamo ogni giorno persone che reagiscono, imprenditori, che tra mille difficoltà si reinventano, resistono. – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Il nostro compito ora, il dovere degli amministratori è quello di guardare al futuro in modo positivo, di riflettere su quanto fatto e quanto, tanto, c’è da fare per la ripartenza. Dalla crisi, nostro malgrado, dobbiamo anche trarre insegnamenti. La pandemia ha portato con sé un’occasione di innovazione “disruptive”, dirompente, obbligandoci a rivoluzionare modelli che credevamo indiscutibili e facendo emergere ulteriori risorse e potenzialità. Un esempio su tutti, il balzo in avanti della digitalizzazione del Paese e delle imprese, ambito in cui l’Italia si trovava in una posizione arretrata rispetto ad altre economie simili. Questo è un cambiamento sociale e culturale, che occorrerà governare, ma è una sfida che possiamo vincere e che potrà incrementare crescita e sviluppo. In questo momento voglio rivolgere un pensiero di gratitudine a tutti gli imprenditori per i loro sforzi e assicurare che la Camera di commercio continuerà a lavorare, a fianco di Istituzioni e Associazioni, per il sostegno e lo sviluppo dell’economia del territorio. L’augurio che rivolgo a tutti noi per il nuovo anno è di potere disporre di cure risolutive contro questo virus e di volontà e capacità di costruire il futuro, con una visione comune di innovazione, resilienza e coesione. E di tornare ad abbracciarci, non solo virtualmente”.

I dati aggiornati del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, che interessa le province di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie di oltre 3.240 kmq, comprende 55 Comuni con circa 735 mila abitanti (di cui l’11,2% stranieri). Nel 2019 la stima del valore aggiunto nominale (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 21,3 miliardi di euro (+1,4% sul 2018), mentre il valore aggiunto nominale pro capite ammontava a 28.954 euro.
Al 30/9/2020 risultano attive 88.328 localizzazioni (sedi e unità locali) di cui 70.665 sedi di impresa; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 96 imprese attive ogni mille abitanti (89 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I principali settori di attività economica del territorio Romagna sono quelli dei Servizi (26,6% del totale delle imprese attive), il Commercio (23,5%), le Costruzioni (14,8%), Agricoltura e pesca (12,5%), Alloggio e ristorazione (10,5%) e l’industria Manifatturiera (8,5%).

I numeri pre crisi Covid delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità). In merito al mercato del lavoro, i tassi di occupazione e disoccupazione, rispettivamente 69,3% e 6,6% nel 2019, mostrano valori migliori dei dati nazionali. La propensione al credito del territorio Romagna (rapporto tra prestiti e depositi pari a 96,6) risulta maggiore di quella di Emilia-Romagna e Italia.

A seguito dell’emergenza sanitaria e quindi economica, lo scenario per il territorio, che nel 2019 aveva fatto rilevare una crescita del valore aggiunto dello 0,5% annuo (superiore a quella regionale e nazionale) e che è parte rilevante di una delle regioni che da anni guidano la crescita del Paese, secondo le ultime stime di Prometeia (ottobre 2020) evidenzierà nel 2020 una diminuzione del 10,3% (Emilia-Romagna: -10,0%, Italia: -9,8%). Un rimbalzo positivo del 6,5% dovrebbe caratterizzare invece il 2021 (Emilia-Romagna: +7,1%, Italia: +6,3%).