Covid, in Emilia-Romagna 6.197 denunce di infortunio sul lavoro, di cui 31 con esito mortale

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(Sesto Potere) – Roma – 23 novembre 2020 – Rispetto alla data di rilevazione del 30 settembre le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 presentate all’Inail in Emilia-Romagna nel periodo gennaio – 31 ottobre 2020 sono state 6.197 (aumentate di 557 casi, dei quali 446 avvenuti a ottobre, i restanti riconducibili a mesi precedenti) e gli eventi mortali (31) non si sono incrementati. Il rilevante aumento ha riguardato tutte le province, ma più intensamente in termini relativi quelle di Ferrara e Piacenza.

Le professioni: tra i tecnici della salute l’85% sono infermieri; tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali sono quasi tutti operatori socio sanitari; tra le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati il 70% sono operatori socio assistenziali; tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari, due infortuni su tre riguardano gli ausiliari ospedalieri.

L’attività economica: la gestione Industria e servizi registra il 99,0% delle denunce, seguono la gestione per conto dello Stato (0,9%) e l’Agricoltura (0,1%); l’83,3% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore della “Sanità e assistenza sociale” (66,8% delle denunce) e gli organi preposti alla sanità, come le Asl, dell’”Amministrazione pubblica” (16,5%); le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio sanitari e operatori socio
assistenziali; il settore “Noleggio e servizi alle imprese” registra il 7,2% delle denunce codificate: circa il 61% ha coinvolto le attività di ricerca, selezione, fornitura di personale con lavoratori interinali “prestati” a svariate attività e professionalità (principalmente di natura sanitaria e sociale) ed il 36% l’attività di “Servizi per edifici e paesaggio”, più della metà in attività di pulizia e disinfestazione; il Commercio” registra l’1,6% delle denunce: l’81% ha coinvolto addetti al commercio al dettaglio.

I decessi: i decessi, rimasti invariati rispetto alla rilevazione del mese precedente, riguardano per 1/4 il personale sanitario e assistenziale (medici, infermieri, operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali); interessati anche operai del manifatturiero.