(Sesto Potere) – Roma – 15 marzo 2022 – La dinamica demografica del 2021 – scrive l’Istat nella sua ultima nota – continua a essere negativa: al 31 dicembre la popolazione residente è inferiore di circa 253 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Nei due anni di pandemia il calo di popolazione è stato di quasi 616 mila unità soprattutto per effetto del saldo naturale.
Segnali positivi si registrano per i movimenti migratori, in aumento rispetto al 2020, e per i matrimoni, raddoppiati nel confronto con l’anno precedente, ma anche in questo calo la ripresa non è sufficiente a recuperare quanto perso nel primo anno di pandemia.

In particolare emergono segnali positivi per matrimoni e unioni civili.

Nel dettaglio, nel 2021 sono stati celebrati circa 179 mila matrimoni: rispetto al 2020 si tratta di un raddoppio, anche se questo aumento non è sufficiente a recuperare quanto perso nell’anno precedente; rispetto al 2019 i matrimoni sono infatti inferiori del 2,7%.
Un ritorno ai livelli del 2019 si osserva solamente per i matrimoni civili (+0,7% nel 2021 rispetto al 2019), che sembrano essere stati meno penalizzati dalle limitazioni imposte per il contenimento della pandemia. Tale tipologia di matrimonio, pur avendo subito un calo consistente nei primi mesi del 2020, aveva già mostrato in piena pandemia una variazione negativa più contenuta rispetto ai matrimoni religiosi.

Le misure di contenimento del contagio, introdotte in concomitanza della seconda ondata tra gennaio e maggio 2021 (limitazioni alla mobilità delle persone, regole rigide per l’organizzazione di eventi), hanno continuato ad avere effetti diretti sulle celebrazioni dei matrimoni producendo un calo del 34% rispetto allo stesso periodo del 2019 (-68,9% i matrimoni religiosi, -16,1% quelli civili).

Nella fase di transizione (giugno-settembre 2021), con la contestuale attenuazione di alcune misure restrittive, si osserva un significativo recupero dei matrimoni rimandati a causa del lockdown.
Durante l’estate, l’aumento dei matrimoni non solo è consistente rispetto al 2020 (+113,1%) ma mostra anche valori percentuali più elevati rispetto allo stesso periodo del 2019 (+9,0%). Il picco si registra nei mesi di luglio (+232,1% sul 2020; +41,8% sul 2019) e agosto (+80,2% sul 2020; +22,2% sul 2019).

In un Paese come l’Italia, dove oltre i due terzi dei nati sono all’interno del matrimonio, sarà interessante vedere – evidenzia l’Istat – se tale aumento avrà ripercussioni su un recupero di nascite a partire dalla primavera del 2022.

Con il sopraggiungere della terza ondata e il conseguente inasprimento delle misure di contenimento dell’epidemia, nell’ultimo trimestre dell’anno la crescita delle nozze rallenta, solo il 22% circa in più rispetto al 2020, con un calo del 4,2% dei matrimoni religiosi rispetto al 2019.

Anche le 2 mila unioni civili tra persone dello stesso sesso costituite nel 2021 mostrano una tendenza alla diminuzione rispetto al 2019 (-6,2% sul 2019), subendo l’effetto delle varie ondate in modo simile ai matrimoni.