Covid, i lavoratori ‘da remoto’ sono uno dei bersagli principali degli hacker

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(Sesto Potere) – Roma – 22 settembre 2021 – Acronis, leader globale nella Cyber Protection, ha reso noto l’aggiornamento del Report Acronis sulle minacce digitali 2021, che offre dettagli sui trend delle minacce digitali che gli esperti dell’azienda stanno monitorando. Pubblicato in occasione dell’evento Black Hat 2021, di cui Acronis è uno sponsor Diamond, il report indica che le piccole e medie imprese (PMI) sono particolarmente a rischio di attacchi informatici, stando ai trend osservati durante i primi sei mesi dell’anno.

Secondo il report, durante la prima metà del 2021 quattro organizzazioni su cinque hanno subito una minaccia di Cyber Security che ha sfruttato una vulnerabilità nel proprio ecosistema di fornitori terzi. Questo in un momento in cui il costo medio di una violazione dei dati è salito a circa 3,56 milioni di dollari, mentre il pagamento medio di un riscatto del ransomware ha subito un’impennata del 33%, superando i 100.000 dollari.

Il commento. Queste cifre rappresenterebbero un brutto colpo finanziario per qualsiasi organizzazione, ma segnerebbero la fine della maggior parte delle PMI, che Acronis ritiene essere al centro del mirino degli hacker nella seconda metà del 2021. “A differenza delle grandi aziende, le piccole e medie imprese non hanno i fondi, le risorse o le competenze del personale necessarie per contrastare le minacce odierne. Esse si rivolgono pertanto ai Service Provider IT, ma se i sistemi di questi ultimi vengono compromessi, le PMI sono in balia degli hacker.”: ha spiegato Candid Wüest, Vicepresidente di Cyber Protection Research di Acronis.

truffe e frodi informatiche

Sferrando attacchi alla supply chain dei Service Provider gestiti (MSP), gli hacker ottengono l’accesso sia all’attività degli MSP che a quella di tutti i loro clienti. Come si è visto con la violazione subita da SolarWinds lo scorso anno e con l’attacco ai danni di Kaseya VSA all’inizio del 2021, un attacco messo a segno può comportare la violazione di centinaia o migliaia di PMI negli anelli inferiori della supply chain.

A seguire ulteriori punti salienti emersi dal report di Acronis sulle minacce digitali 2021.

Gli attacchi di phishing stanno dilagando. In seguito all’uso di tecniche di social engineering per spingere con l’inganno gli utenti a cliccare su allegati o link dannosi, le e-mail di phishing sono aumentate del 62% tra il primo e il secondo trimestre dell’anno. Questo picco è particolarmente preoccupante poiché il 94% del malware viene introdotto tramite le e-mail.
I casi di esfiltrazione dei dati continuano ad aumentare. Nel 2020, più di 1.300 vittime di ransomware hanno visto i loro dati divulgati pubblicamente dopo l’attacco subito, poiché gli hacker cercano di ottimizzare il tornaconto economico che possono ottenere da attacchi messi a segno. Durante la prima metà del 2021, sono state già rilevate oltre 1.100 fughe di dati, il che potrebbe significare un incremento del 70% entro la fine dell’anno.
I lavoratori remoti continuano a essere uno dei bersagli principali. La necessità di ricorrere ai lavoratori remoti prosegue sulla scia della pandemia di COVID-19. Due terzi dei lavoratori remoti ora utilizzano i dispositivi aziendali per attività personali e i dispositivi personali per attività lavorative. Di conseguenza, gli hacker stanno studiando attivamente i lavoratori remoti. Acronis ha osservato un incremento di oltre il doppio degli attacchi informatici a livello globale, con un aumento del 300% degli attacchi brute-force ai danni dei sistemi remoti sferrati tramite RDP.