Covid, focolaio alla Brt-Bartolini. èVivaEmilia-Romagna: “Tutelare protezione lavoratori”

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(Sesto Potere) – Bologna – 26 giugno 2020 – “L’allarme di queste ore, originato dal rinvenimento di un focolaio di circa 50 lavoratori positivi al Covid 19 presso i magazzini BRT di via Roveri a Bologna, dovrebbe portare a diverse riflessioni: la prima è che qualunque sottovalutazione dei rischi connessi alla pandemia in atto è pericolosa ed infondata. Questo vale per i singoli e vale ancora di più per le realtà comunitarie di qualunque tipo”. Con queste parole il movimento politico della sinistra èVIVA Emilia-Romagna interviene sul caso del focolaio covid della Bartolini di Bologna.

“Dalle notizie diffuse parrebbe che molti dei positivi, pur accusando sintomi, abbiano ritenuto di non consultare il proprio medico e di utilizzare le misure di profilassi anti Covid, probabilmente per timore delle ripercussioni sulla loro posizione lavorativa.
Da questo dato dovrebbe discendere che la condivisa esigenza di far ripartire le attività produttive non può prevalere sulla necessità di garantire la protezione dei lavoratori e delle loro famiglie. Esistono strumenti di prevenzione e misure di cautela in grado di conciliare sicurezza e lavoro: le aziende devono farsi carico della loro adozione non solo acquistando i presidi sanitari, ma anche pretendendo dai lavoratori che li utilizzino e mettendoli in condizioni di farlo” afferma il coordinamento regionale di èVIVA Emilia-Romagna in una nota.

“Spiace rilevare – aggiunge il coordinamento regionale èVIVA Emilia-Romagna – che questo episodio è stato caratterizzato dalla volontà dell’azienda di evidenziare che la maggior parte dei lavoratori positivi fosse dipendente non di BRT ma di una cooperativa alla quale viene esternalizzato parte del lavoro. Non riteniamo che la ditta committente possa dirsi esente da responsabilità per questa circostanza che, in ogni caso, evidenzia una volta di più i limiti di un mondo del lavoro che assai spesso vede lavoratori investiti delle stesse mansioni inquadrati con trattamenti differenti”.

“Chiediamo – conclude il movimento politico della sinistra – che la politica e le istituzioni, a partire dalla Regione, si attivino per verificare la condizione in cui hanno operato gli addetti dell’azienda e mettano in campo tutte le misure necessarie perchè siano garantiti, in questo come in altri casi, i necessari diritti ai lavoratori e ne sia tutelata la salute”

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