Covid, Fipe Parma contro nuove distanze di sicurezza in ristorazione

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caffè al bar

(Sesto Potere) – Parma – 26 marzo 2021 – La Federazione Italiana Pubblici Esercizi nazionale lancia un appello contro le nuove misure, stabilite da ISS, Inail, Aifa e Ministero della Salute, per la distanza interpersonale, aumentata a due metri in tutte le occasioni che prevedano la rimozione dei dispositivi di protezione respiratoria, in particolare il consumo di cibo e bevande.
“Siamo esasperati – si legge nel comunicato – è un momento drammatico e le conseguenze economiche e sociali sono devastanti”.

All’appello si associa anche FIPE Parma: “L’aumento della distanza – afferma Ugo Bertolotti, presidente di FIPE Parma – è, di fatto, un’ulteriore penalizzazione per gli esercenti, un provvedimento che riduce ancora di più la possibilità di lavorare e di fare fronte alle problematiche economiche legate all’emergenza sanitaria. Se una simile misura restrittiva verrà messa in atto, deve essere fatta valere ovunque, comprese le mense e gli Autogrill: basta penalizzare gli esercenti, basta differenze di sistema”.

Le speranze di ripresa, secondo la nota di FIPE nazionale, vengono mortificate dalle nuove misure: per un comparto che impiega un milione di lavoratori, “serve responsabilità a tutti i livelli”. “Stiamo crollando, finanziariamente e moralmente – aggiunge Bertolotti – ci sentiamo non rispettati, e la misura ormai è colma”.

Una ulteriore fonte di tensione è l’erogazione dei ristori: “Attendiamo l’esito del Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo – continua Bertolotti – ma devono essere considerate le spese fisse che gli esercenti hanno dovuto sostenere a fronte di un drastico calo delle entrate. A questo punto, per molti esercenti diventa più conveniente tenere i locali chiusi, per cercare di arginare le spese: questa è una soluzione inaccettabile, siamo già allo stremo. Con queste misure, si sta uccidendo un intero settore”.