(Sesto Potere) – Forlì – 19 gennaio 2022 – “Arrivati a questo punto della pandemia bisogna essere chiari e sinceri: la gestione sanitaria a livello locale e nazionale sta mostrando tutti i suoi limiti e fa acqua da tutte le parti. Il sistema sanitario è vicino al collasso, mentre i cittadini non sanno più come comportarsi, a rischio della loro salute e incolumità. Bisogna assolutamente cambiare il passo per evitare di peggiorare ulteriormente la situazione”: a scriverlo in una comunicato stampa sono Emanuela Bassi, Damiano Bartolini e Marco Catalano, consiglieri comunali del gruppo Fratelli d’Italia a Forlì.

Che intervengono “dopo le sollecitazioni ricevute da tanti cittadini sulla gestione della pandemia”.

Per il gruppo Fratelli d’Italia a Forlì: “Ora a destare nuova preoccupazione sono i continui cambi nei protocolli, tra cui l’ultimo, in vigore da mercoledì 19, che prevede la possibilità di auto-testing per chi ha effettuato la terza dose

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di vaccino ed è asintomatico, per arginare la diffusione della pandemia”. 

“L’unico risultato ottenuto è quello di creare una grande confusione tra i medici di base che non sono attrezzati a seguire un numero così elevato di persone contagiate, le quali di conseguenza sono costrette ad aspettare a loro rischio tra le mura domestiche. Il pericolo è che poi la situazione possa degenerare, costringendo il malato ad andare d’urgenza in ospedale. Ci pare di sognare che nel 2021 un cittadino debba affidarsi praticamente alla buona sorte per stare bene, perché il Sistema sanitario nazionale non riesce ad aiutarlo”: affermano Emanuela Bassi, Damiano Bartolini e Marco Catalano. 

“Le difficoltà – secondo gli esponenti di Fratelli d’Italia – sono aggravate anche dalla decisione di sospendere medici e personale sanitario non vaccinato: la carenza di personale è diventata ancora più evidente. “Non è stato considerato il rischio-beneficio: i medici vaccinati, infatti, possono contagiare, così come chi non lo è”: rimarcano i consiglieri comunali di FdI.

“Bisogna sviluppare protocolli per poter curare efficacemente gli ammalati e mettere in condizione il Sistema sanitario di poter essere pienamente operativo – concludono Bassi, Bartolini e Catalano -. Noi siamo a disposizione delle Istituzioni per portare il nostro contributo e cercare di migliorare una situazione sempre più difficile”.