(Sesto Potere) – Bologna – 9 gennaio 2021 – A partire da domani domenica 10 gennaio l’Emilia-Romagna entrerà in “zona arancione” insieme a Calabria, Lombardia, Sicilia e Veneto. Nel corso di un’intervista a ‘Mattino Cinque’, in onda sulle reti Mediaset, il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha riferito che – come indicatogli dagli epidemiologi – si sono registrati “molti focolai familiari dovuti a pranzi e cene durante le festività”.

Giancarlo Tagliaferri

Ma l’opposizione non ci sta. E Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, da’ la colpa per questa retrocessione regionale (prima l’Emilia-Romagna era in zona gialla) sancita dal Ministero della Salute proprio al presidente Bonaccini: «Prima delle vacanze estive Bonaccini era in prima linea a far pressione sul governo per chiedere deroghe alle norme antiCoronavirus. L’obiettivo? Permettere alle famiglie di incontrarsi. Oggi, con i contagi in aumento e la Regione che va in zona arancione, Bonaccini grida allo scandalo. “E’ colpa di chi ha fatto pranzi e cene”: tuona Bonaccini rivolto ai poveri emiliano-romagnoli rei, semplicemente, di aver seguito i suoi consigli. E’ da quasi un anno che va avanti questa ricerca ossessiva del consenso immediato: a marzo scorso strali contro chi chiedeva solo di camminare in solitaria per le vie deserte della città, in luglio e agosto il tana libera tutti: discoteche e pub aperti, fiumi di soldi regionali per promuovere le vacanze in Riviera e l’autodromo di Imola. Poi di nuovo il “tutti a casa”, salvo, sotto Natale, imporre al Governo una riduzione delle norme per permettere pranzi e cene. E ora, con i contagi che aumentano, di nuovo dito puntato contro i cittadini. Presidente, lo vuole capire che i cittadini, semplicemente, applicano le norme che i legislatori approvano Assumetevi le vostre responsabilità e smettete di insultare chi non ce la fa più».

Stefano Bargi

Ed anche il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi è critico: «Fino a pochi giorni fa il presidente Stefano Bonaccini assicurava ai cittadini emiliano-romagnoli che avrebbe fatto di tutto per garantire alla nostra Regione la permanenza in zona gialla. Ora ha cambiato idea? Il modus operandi del presidente Bonaccini ormai è sempre lo stesso: annunci in tv, ospitate, tante belle parole per imbonirsi i cittadini. Ma poi, come presidente della Conferenza Stato-Regioni, non fa sentire la sua voce. Anzi, acconsente a modifiche dei criteri di valutazione del rischio che mutano lo scenario da un giorno all’altro. Il suo comportamento sta mettendo in grave difficoltà tutti quegli operatori economici che, dopo settimane di calvario dovute alle misure natalizie, contavano di riprendere l’attività dopo l’Epifania ma si trovano oggi, a un giorno dalla riapertura, a dover abbassare le serrande nuovamente per chissà quanto tempo ancora. E’ imbarazzante che, ancora una volta, nonostante le rassicurazioni di Bonaccini, bar e ristoranti non sappiano, se non con poche ore di anticipo, se devono aprire o meno».

Replica il governatore Stefano Bonaccini: «Vale la pena dedicare tempo a rispondere ad alcuni consiglieri regionali della Lega e di Fratelli d’Italia che mi attaccano perché la regione Emilia-Romagna diventerà “arancione”, dimenticando che in tutte le altre quattro regioni che assumeranno la stessa “colorazione” governano loro, comprese le due più grandi del nord, Veneto e Lombardia? Non mi sono mai permesso, da quando nel febbraio dello scorso anno e’ cominciata questa drammatica pandemia, di criticare altre regioni o miei colleghi. Ai consiglieri leghisti e sovranisti nostrani basterebbe ricordare che un anno fa sostennero Lucia Borgonzoni per la guida della regione, con al primo punto del programma di governo la privatizzazione di buona parte della sanità pubblica dell’Emilia-Romagna, una delle prime in Europa per qualità e quantità dei servizi erogati. Passo e chiudo».