Covid, Emilia-Romagna a rischio zona rossa. Per i vaccini Bonaccini incontrerà il generale Figliuolo

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(Sesto Potere) – Bologna – 4 marzo 2021 – Ieri – come già riportato dalla nostra agenzia – il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha firmato la nuova ordinanza che a partire da oggi, 4 marzo, e fino al prossimo 21 marzo, prevede la zona rossa nei comuni della Città metropolitana di Bologna e in quelli della provincia di Modena e la zona arancione scuro per quelli della provincia di Reggio Emilia. La stessa nella quale si trovano da qualche giorno quelli delle province di Rimini, Ravenna e del Cesenate.

Ma c’è attesa per conoscere la classificazione della prossima settima.

Bonaccini è stato chiaro: “Siamo di fronte a uno scenario inedito. La crescita del contagio, in particolare nell’ultima settimana, richiede una accelerazione nella risposta, se non vogliamo esserne travolti. La variante inglese è divenuta largamente maggioritaria, sul piano nazionale e ancor più qui in Emilia-Romagna e in altre regioni. Colpendo, come dicono tutti gli ultimi dati resi noti sia dall’Istituto superiore di sanità, sia dalle nostre aziende sanitarie, anche bambini e giovanissimi. Molto di più rispetto a prima. Potremmo quasi dire che è un nuovo virus, per velocità di diffusione e per classi di età colpite”.

“In alcuni territori della nostra regione, come le province di Bologna e Modena, l’Rt è già abbondantemente sopra l’1.25, la soglia di rischio dalla quale scatta la zona rossa. L’aumento dei ricoveri, sia nei reparti Covid sia nelle terapie intensive, sta mettendo nuovamente in grande difficoltà le strutture ospedaliere (nonostante il robusto aumenti di posti letto permanenti già dalla scorsa estate), che dobbiamo assolutamente preservare. Vogliamo circoscrivere e frenare il contagio adottando misure più restrittive di fronte alle indicazioni della sanità regionale, chiarissime da questo punto di vista: se rimanessimo fermi, la curva epidemica continuerebbe a crescere quasi incontrastata, con forte aumento dei ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti Covid, come avvenuto negli ultimissimi giorni. La novità che purtroppo registriamo è questa: le limitazioni da zona arancione, a differenza di quanto avveniva fino a un mese fa, non sono più sufficienti a piegare la curva dei contagi“: ha aggiunto il governatore dell’Emilia-Romagna.

il generale Paolo Figliuolo

Lo scenario peggiore è che a partire da lunedì 8 marzo a causa della crescita dei contagi l’Emilia Romagna corra il rischio di passare in fascia rossa.

“Sento tutta la responsabilità di dover intervenire, ascoltando la nostra sanità, per tutelare la salute delle persone e non vanificare il lavoro di chi ogni giorno lotta nelle corsie degli ospedali e nelle strutture socio-assistenziali. E’ un dovere anche morale. E chi ha responsabilità istituzionali e politiche ha il dovere di decidere, soprattutto nei momenti più difficili. Resistiamo adesso, rispettando ancor di più tutti quanti le regole”: spiega Bonaccini.

“Non ci troviamo però nella stessa situazione di un anno fa. In questo momento, il distanziamento e le misure di protezione individuale restano la soluzione più efficace, ma abbiamo il vaccino, una conquista straordinaria che dobbiamo alla scienza. La campagna vaccinale è iniziativa, non al ritmo che vorremmo tutti e che potremmo tenere, perché avremmo bisogno di ben più dosi”: ammette Bonaccini che annuncia: “Nei prossimi giorni incontrerò il nuovo Commissario per l’emergenza, il generale Paolo Figliuolo: a lui porterò la frustrazione, mia e di tutta l’Emilia-Romagna, dovuta al fatto di non poter fare tutte le vaccinazioni che vorremmo. Ma anche la determinazione, che è nostra e di tutte le Regioni, a voler vaccinare molto, molto di più.”

Confidando sull’aumento costante delle persone vaccinate. Ad aprile avremo oltre mezzo milione di vaccinati in Emilia-Romagna, confidiamo in oltre un milione e mezzo a giugno, con l’aumento dei vaccini a disposizione. E nei prossimi mesi possiamo davvero pensare di uscire definitivamente da questa pandemia devastante. E raggiungere la luce in fondo al tunnel.”: conclude il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.