Covid e zone gialle, è boom di prenotazioni in agriturismo per il ponte del 1° maggio

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(Sesto Potere) – Roma – 25 aprile 2021 – Via libera alla riapertura con servizio al tavolo all’aperto di 8 agriturismi su 10 per un totale di quasi 10mila realtà con attività di ristorazione presenti nelle regioni gialle dove è boom di prenotazioni per la settimana del 1° maggio, tradizionalmente dedicata dagli italiani a scampagnate e gite fuori porta. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti dell’entrata in vigore del decreto anti-Covid che prevede riaperture da domani lunedì 26 aprile.

Nelle campagne – sottolinea la Coldiretti – ci si sta organizzando con la disposizione all’aria aperta dei tavoli ma secondo Campagna Amica c’è anche chi è pronto ad offrire agli ospiti la possibilità di cenare sotto gli uliveti in mezzo alle vigne che stanno germogliando oppure nell’orto per raccogliere direttamente la verdura.

La riapertura è molto attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia hanno tagliato i redditi degli operatori (sono oltre 24mila agriturismi presenti in Italia) con perdite di fatturato stimate alla Coldiretti in 1,2 miliardi di euro.

A preoccupare è invece il limite fissato per il coprifuoco alle 22 poiché – rileva la Coldiretti – gli agriturismi sono situati nelle aree rurali, spesso in zone isolate, e ci vuole tempo per raggiungerli dalle città.

E intanto, aspettando il via libera agli spostamenti all’interno delle regioni e la riapertura di ristoranti e agriturismi per il servizio all’aperto, un italiano su quattro (25%) ha scelto di festeggiare la ricorrenza del 25 aprile facendo un picnic o una passeggiata all’aria aperta in città o sulla spiaggia in riva al mare, non sempre rispettando i limiti imposti sui distanziamenti dalle misure di restrizione per la pandemia Covid. Così come emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa in occasione della Festa della Liberazione, che rappresenta anche l’ultima domenica senza zone gialle in Italia.

Gli italiani non hanno voluto rinunciare alla tradizionale uscita primaverile, favorita anche dal ritorno del bel tempo. Ma c’è anche una minoranza del 6% che ha deciso di trascorrere la ricorrenza – conclude la Coldiretti – andando a trovare parenti e amici, seppure la maggioranza del 65% cittadini ha deciso di rimanere a casa, spinta dalla paura del virus e dal rischio di assembramenti.