(Sesto Potere) – Roma – 19 novembre 2021 – “C’è una portata massima per le Regioni e questa non consente di accollarsi anche i costi del 2021. Quest’anno abbiamo fatto tre mestieri, contrastare la pandemia, interpretare bene la campagna di vaccinazione, recuperare prestazioni sanitarie che erano state disdette”: ha detto il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e assessore in regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini (nella foto qui a lato), nel corso di un incontro istituzionale di una delegazione della stessa Conferenza delle Regioni con i Capigruppo di Camera e Senato, a cui ha fatto seguito una conferenza stampa (vedi foto in alto, tratta da regioni.it).

l’assessore donini

“Degli 8 miliardi impiegati per l’emergenza Covid nel 2021 , con un costo medio pro capite a livello nazionale di 135,45 euro, il 21% ha coperto costi per acquisto di beni (prevalentemente, famaci, dispositivo di protezione, reagenti), il 46% l’acquisto di servizi sanitari, dalle Usca alla medicina convenzionata, il 34% è stato speso per il personale. Secondo le Regioni il protrarsi della pandemia richiede due decisioni urgentissime: flessibilità nell’utilizzo delle risorse e un finanziamento eccezionale che riconosca lo sforzo fatto delle Regioni”: ha aggiunto Raffaele Donini.

Nell’occasione il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga ha ribadito che: “La progressiva estensione dello stato di emergenza per la gestione della pandemia che interessa l’intero anno 2021, e che potrebbe proseguire anche nel 2022, ha determinato un volume significativo di costi aggiuntivi, a partire da quelli relativi all’attuazione del Piano vaccinale nazionale, che non possono ricadere solo sui sistemi sanitari regionali che hanno già compiuto uno sforzo notevole per assicurare l’equilibrio dei bilanci dell’anno passato.”

E dunque le Regioni, appellandosi a Governo e Parlamento, considerano: “indispensabile poter disporre di un volume di risorse adeguato per coprire le spese sostenute nella gestione pandemica e per la campagna vaccinale. In caso contrario, il sistema sanitario pubblico, che è stato in grado di raggiungere degli ottimi risultati anche in un frangente di massima criticità, si troverà in una difficile situazione finanziaria i cui effetti determineranno un’inevitabile riduzione del volume e della qualità dei servizi sanitari”.

Un appello già condiviso da Anaao Assomed  Emilia Romagna, il sindacato di medici e dirigenti del SSN.