Covid e lockdown: calo reddito per 50% italiani, 1/3 ha soldi solo per 3 mesi, studio Bankitalia

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(Sesto Potere) – Roma – 9 luglio 2020 – Tra fine aprile e inizio maggio 2020 è stata condotta dalla Banca d’Italia un’Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane (ISF) su un campione di 3.079 individui per raccogliere informazioni qualitative sulla situazione economica e sulle aspettative delle famiglie durante la crisi legata alla pandemia di Covid-19 e l’adozione da parte del governo del lockdown.

L’indagine è stata svolta attraverso tre diverse tecniche di rilevazione, su campioni di circa 1.000 rispondenti ciascuno. Come descritto nella Nota metodologica, le diverse tecniche di rilevazione hanno un impatto sulle risposte fornite dagli intervistati.

In mancanza di informazioni certe per ponderare dati ottenuti con tecniche diverse, l’analisi seguente dei risultati si basa sulla combinazione delle evidenze derivanti dalle tre indagini, dopo una calibrazione dei pesi basata sulle informazioni di fonte Istat su genere, classe di età, area geografica, titolo di studio e condizione occupazionale.

La popolazione di riferimento è costituita dagli individui di almeno 18 anni.
Le principali evidenze che emergono da una prima analisi descrittiva dei dati sono le seguenti.

Poco meno della metà degli individui dichiara che prima dell’emergenza sanitaria arrivava alla fine del mese con difficoltà, con quote più elevate per i lavoratori dipendenti a termine e per i disoccupati (rispettivamente pari al 55 e al 64 per cento).

Negli ultimi due mesi, corrispondenti alla fase più rigida delle misure di contenimento
dell’epidemia, oltre la metà degli individui dichiara di aver subito una riduzione nel reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; per il 15 per cento il calo è di oltre la metà del reddito complessivo. L’impatto è più negativo tra i lavoratori indipendenti: quasi l’80 per cento ha subito un calo nel reddito e per il 36 per cento la caduta è di oltre la metà del reddito familiare.

Circa la metà della popolazione si aspetta una riduzione del reddito familiare anche nell’arco
dei prossimi 12 mesi, anche se di intensità inferiore a quella degli ultimi due mesi: solo il 7 per cento ritiene che tra un anno il reddito della sua famiglia avrà subito un calo di oltre il 50 per cento rispetto a quello precedente l’emergenza sanitaria. Anche tra coloro che riportano una caduta di oltre il 50 per cento del reddito negli ultimi 2 mesi, più della metà si aspetta che tra un anno il calo sarà ridimensionato e il 15 per cento ritiene che il reddito tornerà ai livelli precedenti l’emergenza sanitaria.

Oltre a un diffuso calo nei redditi, più di un terzo degli individui dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all’emergenza Covid-19. Questa quota supera il 50 per cento per i disoccupati e per i lavoratori dipendenti con contratto a termine. Poco meno di un quinto dei lavoratori indipendenti e dei lavoratori dipendenti con contratto a termine si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50 per cento del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria.

Utilizzando come riferimento omogeneo una soglia di povertà relativa stimata sulla base
dell’Indagine sui Bilanci delle Famiglie italiane (IBF) del 20162 , la quota di popolazione che
non ha sufficienti risorse finanziarie liquide per poter restare alla soglia di povertà per 3 mesi
in assenza di altre entrate raggiunge il 55 per cento.

Quasi il 40 per cento degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi; la quota è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno. Solo
un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende
far ricorso alla moratoria mutui. Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34 per cento.

L’emergenza sanitaria incide negativamente anche sulle aspettative di spesa: circa il 30 per
cento della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima
estate e quasi il 60 per cento ritiene che anche quando l’epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi.

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