(Sesto Potere) – Forlì – 12 marzo 2021 – “Si permettono di attaccare scompostamente, immeritatamente, con parole offensive ben oltre la decenza politica il sindaco di Forlì Zattini che nei giorni scorsi aveva soltanto speso parole di buon senso per tutelare i propri concittadini e le imprese del territorio locale. Avendone facoltà  per la sua qualifica professionale di medico, e la capacità di leggere i dati sanitari e trovare le soluzioni idonee che bilancino nel nostro virtuoso territorio, il diritto alla salute ed il diritto al lavoro. E, invece, i partiti e i movimenti della sinistra lo hanno preso di mira sostenendo a spada tratta le scelte della Regione e del governo che nella lotta alla pandemia ha intrapreso un’unica strada: chiusure, chiusure e ancora chiusure. E di riparare i danni dei mancati incassi per ristoranti, negozi, palestre, mondo dello spettacolo dal vivo … silenzio di tomba”: così in una nota Daniele Avolio, (nella foto in alto) coordinatore forlivese del Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro. 

“Con quest’ultima sortita la nomenclatura rossa, quella dei salotti buoni, lontana anni luce dalle vere esigenze del popolo, dalle richieste del mondo delle imprese e dei lavoratori autonomi colpiti da più di un anno di chiusure forzate, ha dimostrato di essere incapace di far fronte alle vere emergenze del Paese  e non soltanto quella sanitaria, ma anche del disastro economico a cui andrà incontro la nostra comunità gettata nel baratro da questa inerzia politica di un governicchio nazionale color arcobaleno (PD – M5S – Artcolo 1 – LEU – Lega – Forza Italia) e da una giunta regionale guidata da Bonaccini e che vede come massimi esponenti quel sindaco di Cesena che per prima ha criticato  strumentalmente il collega di Forlì. Tutti uniti nel volere una Romagna, l’Italia intera in rosso. Senza sentirsi in dovere di sostenere i sacrifici dei romagnoli e degli italiani con gli indennizzi  che sarebbero necessari. A quando rimborsi equi , parliamo di migliaia di euro al mese e non l’elemosina dei 600 euro una tantum? ”: aggiunge Avolio.  

Conte e Bonaccini

“Come appare una nota stonata la dichiarazione di un consigliere Leghista che forse non è al corrente che il suo partito a Roma si è astenuto nella votazione dell’emendamento presentato da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, unico partito schierato dalla parte dei più deboli, che impegnava il Governo se fosse passato, a valutare la riapertura di piscine e palestre in sicurezza.  Quei 161 voti avrebbero fatto la differenza ma Lega e Forza Italia hanno dimostrato di essere ormai come PD e compagnia cantante”: attacca il coordinatore forlivese del Comitato Libertà e Lavoro. 

“Prendiamo atto che gran parte della rappresentanza politica  locale  e nazionale ha deciso di lasciare morire le attività considerate “non essenziali”. E ne è prova provata il silenzio della stessa Regione che era stata sollecitata dal nostro Comitato e dal presidente della Provincia di Forlì – Cesena , Gabriele Fratto, che il  5 febbraio scorso ci aveva ricevuto impegnandosi a riferire alcune nostre proposte per risollevare le categorie più colpite dai vari lockdown e dalle cosiddette “zone rosse”. La Regione ed il suo presidente, Stefano Bonaccini, sono rimasti silenti e sordi nonché  allineati alla linea disastrosa che sta portando avanti anche il “Governo Draghi”. Proposte condivise anche dalle categorie di Confcommercio e Confesercenti di Forlì – Cesena che lunedì scorso, assieme al nostro Comitato, hanno partecipato ad un vertice con il presidente della Provincia  per illustrargli la drammatica situazione economico-sociale in atto,   preoccupati per la crisi che sta già generando nuove povertà: come ci ricordano l’Istat e gli altri istituti di ricerca., con più del 50% delle aziende di ogni settore della filiera della ristorazione, bar , pizzerie , cinema e mondo del fitness e Wellness in chiusura da qui a fine aprile. E centinaia di titolari di imprese che non riescono a sostenere più i costi di gestione e sono costretti a licenziare i dipendenti fino a dover cessare definitivamente l’attività”: conclude Daniele Avolio.

E il coordinatore forlivese del Comitato Libertà e Lavoro annuncia che i Legali dello stesso Comitato su delega di tutte le attività economiche della provincia  che hanno aderito al “grido di aiuto” (più di 250)  stanno predisponendo  azioni legali nei confronti dei “singoli” rappresentati del Governo centrale ma anche nei confronti del presidente della Regione, Bonaccini e dei Sindaci dei territori, che a colpi di decreti, ordinanze e verbali elevati dalle Forze dell’Ordine – giudicati da diversi eminenti Costituzionalisti, dalla Sentenza del 27 gennaio 2021 del GIP – GUP di Reggio Emilia, Dott. Dario De Luca, “ illegittimi ed incostituzionali “ e in ultimo con la Sentenza della Quarta Sezione Penale della Cassazione nr. 7988 del 01.03.2021, che ha stabilito che l’iniziativa #IoApro era lecita sotto tutti i profili – stanno trascinando il tessuto economico romagnolo verso un baratro sociale ed economico difficilmente arginabile e recuperabile a medio – lungo termine”.