Covid, è allarme crisi economica e usura nel 2021

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(Sesto Potere) – Roma, 15 ottobre 2020 – È il direttivo di Federimpreseitalia a lanciare l’allarme sul prorogarsi della crisi economica anche per il 2021. “Dopo il pesante indebolimento delle imprese italiane, registrato dopo le misure anti COVID agli inizi dell’anno, un ulteriore lockdown, come velatamente sta preannunciando il Governo, farebbe sprofondare le sorti delle imprese nell’incubo della crisi”: commenta il presidente nazionale della Federimpreseitalia,   Luca Ripamonti, allarmato dai dati sulla nostra economia che subisce i contraccolpi dell’emergenza sanitaria.

Secondo i dati dell’ Osservatorio economico di Pescara di Federimpreseitalia: dall’inzio dell’anno sono oltre 30 mila le imprese che hanno chiuso i battenti. A questo si aggiunga che la spesa delle piccole medie imprese è aumentata, nell’ultimo triennio 1 Mld e 176 Mln di euro, con + 7,4%, e le ore di cassaintegrazione sono aumentate del 2802%.

A questi dati vanno aggiunti il calo preoccupante degli indicatori di commercio: prenotazioni ristorante a -40,14%; prenotazioni alberghi internazionali a -58%, mentre si registra un -31% su strutture ricettive nazionali.

Ma non basta: anche la bilancia commerciale Import area Euro registra un -11,52%, mentre l’Export – 6,44%. Nell’Area Extra UE non va meglio, visto che troviamo l’Import a -17,46% e l’Export a -8,08%.

Federimpreseitalia teme gli effetti di un’eventuale nuova ‘stretta’ a partire da cinema, teatri, sport, bus, treni e metropolitane; che potrebbe estendersi, sempre in base alle indicazioni dei cosidetti ‘specialisti’ ai pubblici esercizi. E c’è preoccupazione per lo scontro tra Parlamento EU e Consiglio che ha bloccato gli accordi per l’avvio del ‘Recovery Found’, il Pilastro proposto dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel che metteva sul piatto del pacchetto di proposte di rilancio europeo post crisi pandemica, 750 miliardi di euro.

“Di certo il Covid non è colpa di Conte, ma è altrettanto certo che, già a partire dall’inizio dell’anno nuovo, alle imprese, che hanno anche visto prorogare con il Decreto ’Agosto’ le tempistiche per i licenziamenti, con un ulteriore aggravamento delle loro condizioni, non resterà che chiudere baracca e burattini. A questo va aggiunto (come già denunciato dalla Consulta Nazionale Antiusura) l’assenza di un efficace meccanismo di esdebitamento , porterà molte imprese a cadere nella rete di usura dilagante, della criminalità organizzata. E nonostante la grave congiuntura si riscontrano ancora troppi interessi economici, come banche e fondi speculativi, che si basano sul mantenere l’indebitato italiano escluso dal circuito creditizio, in una condizione numerica (molti milioni) in continua crescita”: commenta Federimpreseitalia.

Prima della pandemia, la Consulta Nazionale Antiusura, aveva “contato” circa 2 milioni di famiglie in sovraindebitamento (cioè debiti non rifondibili a condizioni ordinarie) e altre 5 milioni appena “soprasoglia”, cioè in equilibrio precario tra reddito disponibile e debiti “ordinari”, almeno 6 milioni di famiglie pressate dall’insolvenza, oggi.