(Sesto Potere) – Forlì- 29 novembre- “Punti territoriali di svolgimento dei tamponi (meno impegnativi dal punto di vista logistico dei vaccini), presidi settimanali in giorni e orari stabiliti per consentire alla popolazione più lontana dai centri urbani di vaccinarsi vicino a casa, ma punti vaccinali permanenti sono irrealizzabili. E nel frattempo attivare percorsi differenziati per chi deve accedere agli hub più importanti per tamponi o vaccini, un maggior coinvolgimento delle farmacie e dei medici di base, valutare anche un maggior protagonismo degli operatori privati”.

E’ il senso della posizione del deputato romagnolo Marco Di Maio a fronte delle difficoltà logistiche dei giorni scorsi registrare nei principali hub vaccinali del territorio.

Sempre sullo stesso tema il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli aveva caldeggiato la riapertura dei centri vaccinali di vallata dotandoli , di adeguato personale sanitario.

“Non giova alla campagna vaccinale dipingere l’organizzazione approntata dagli operatori sanitari del nostro territorio come un colabrodo – afferma il parlamentare -. Qualche giorno di disagio a fronte di quasi due anni di lavoro in prima linea, meriterebbero una visione un po’ meno superficiale. Il grosso del problema in questo momento è la sommatoria tra un picco di richieste di tamponi e la ripresa della campagna di vaccinazione con le terze dosi”.

“Facendo i conti con il limitato personale a disposizione e che sta svolgendo un lavoro immane, egregio e con grande passione e dedizione – prosegue -, è inimmaginabile riaprire i punti vaccinali permanenti delle vallate come è avvenuto durante la prima fase della campagna vaccinale. Intanto perchè in quella fase si utilizzarono locali che erano chiusi al pubblico e che invece ora sono nella loro piena operatività (ad esempio i teatri); e poi perchè per lungo tempo quei punti hanno lavorato molto al di sotto delle loro capacità, per carenza di accessi”.
“Mentre può essere logico intensificare la possibilità di tamponi sul territorio, che richiedono uno sforzo logistico meno gravoso rispetto ai vaccini – afferma – occorre anche ipotizzare percorsi di accesso agli hub principali di vaccinazione della Romagna differenziati per chi deve fare un tampone e per chi deve effettuare un vaccino”.

“Serve un approccio multiforme, che ripristini il metodo delle prenotazioni (in vigore da oggi) per un più ordinato accesso agli hub vaccinali, che già servirebbe a sfoltire le file per i vaccini – prosegue il parlamentare -; che attivi in maniera più efficace i medici di base presenti sul territorio; che valorizzi il ruolo delle farmacie; che magari coinvolga in maniera più diretta anche gli operatori privati; e, infine, che preveda una presenza programmata in alcune specifiche giornate di professionisti dell’Ausl nei comuni di vallata”.

“Dunque è ragionevole, stante il numero limitato di personale a disposizione, pensare a dei giorni dedicati e adeguatamente pubblicizzati verso la popolazione interessata attraverso specifiche campagne informative – propone il parlamentare -, in cui professionisti dell’Ausl si recano in apposite strutture nei Comuni di vallata per effettuare le vaccinazioni, eventualmente anche ad accesso libero e senza prenotazione, limitatamente alla giornata di attivazione”.

“Non è il momento delle polemiche, soprattutto da chi ha ruoli istituzionali, ma del lavoro di squadra – richiama il parlamentare -. A maggior ragione sapendo che siamo di fronte ad un’emergenza in cui il personale medico, sanitario, tecnico e amministrativo della nostra sanità sta svolgendo da quasi due anni un lavoro prezioso e in condizioni di fortissima pressione”.