(Sesto Potere) – Roma – 24 dicembre 2021 – Il Sindacato Nazionale Infermieri Nursing Up, attraverso la voce del Presidente Antonio De Palma, lancia l’allarme: “Ci avviciniamo pericolosamente a quota 6mila: infatti 5592 è l’ultimo temibile dato fornito dall’ISS-Istituto superiore di Sanità. Parliamo ancora una volta di operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni, 186 operatori che si infettano ogni 24 ore, di cui ben 152 sono infermieri. Senza interventi organizzativi omogenei e strutturali, quanti nuovi infetti da Omicron saremo chiamati a contare tra qualche tempo? Quanto tempo reggeranno quei pochi infermieri del SSN, da anni senza ferie, chiamati a garantire turni massacranti, esposti sempre di più a gravi fenomeni di burnout? Nel pieno di questa nuova ondata, le nostre indagini confermano, come in passato che, con il possibile raggiungimento dell’acme dei ricoveri, che hanno già superato un buon 10% di aumento in molte Regioni, ci avviamo a toccare nuovamente anche l’apice della carenza di personale. La necessità di forze nuove tocca quota 80-85 mila”.

“In queste ore, i nostri referenti locali, ci informano di una nuova Regione, la Calabria, che si aggiunge alla lista di quelle già citate dalle nostre indagini (Emilia Romagna, Veneto, Friuli, Campania, Lombardia), è entrata nell’occhio del ciclone, con infermieri alle prese con turni massacranti e con il pronto soccorso di Cosenza nel pieno caos, a causa di una situazione già difficile legata alla cronica carenza di personale.”: aggiunge  Antonio De Palma.

“Gli infermieri italiani, imprigionati alle catene del precariato e della carenza di personale, si ritrovano nuovamente di fronte al nemico di una emergenza sanitaria che non vuole saperne di lasciarci vivere da uomini liberi.  Gli infermieri non possono più permettersi di vivere sull’orlo di un precipizio, con il rischio concreto di finirvi dentro, con l’eterno batticuore di un futuro incerto”: afferma il presidente di Nursing Up.

“Perché i 23mila infermieri precari assunti durante l’emergenza restano, paradossalmente, ancora in spasmodica attesa di una stabilizzazione? Eppure, quei quasi 80 mila posti vuoti negli organici tributano un encomio fattuale al lavoro di quelli che restano, perché sono proprio questi ultimi, che ogni giorno reggono le sorti del sistema anche per quelli che mancano.   In tutto ciò, Nursing Up non può non ricordare, a questo Governo, al Ministro Brunetta ed ai vertici dell’ARAN-Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, che c’è in ballo un nuovo contratto della sanità, ancora lontano dall’essere concluso.  Lo facciamo confidando che l’indifferenza “di qualcuno” si trasformi finalmente in quella necessaria consapevolezza, che solo la nostra valorizzazione potrà costituire quelle fondamenta imprescindibili, per la ricostruzione di un sistema sanitario sempre più in bilico”: conclude il Sindacato Nazionale Infermieri Nursing Up.