(Sesto Potere) – Bologna – 26 novembre 2021 – Prosegue in tutta Italia la campagna di controllo da parte dei Carabinieri NAS sul rispetto dell’obbligo del green pass per l’accesso a determinate categorie di attività e servizi, rivolgendo le verifiche anche all’obbligo del possesso per i lavoratori, introdotto dallo scorso 15 ottobre.

Ad oggi, sono state ispezionate oltre 12 mila attività ed esercizi, contestando 778 violazioni all’obbligo del green pass, delle quali 428 a datori di lavoro e titolari di attività commerciali ed erogazione di servizi oggetto di obbligo di certificazione Covid come ristoranti e bar, sale scommesse, palestre e centri estetici e massaggio, ritenuti responsabili di omessa verifica del green pass. Ulteriori 350 sanzioni sono state applicate nei confronti dei clienti e utenti, mentre 68 sono state contestate a dipendenti impegnati in attività lavorative sebbene privi di certificato verde.

Carabinieri NAS durante attività di controllo dei green pass

Gli esiti delle ispezioni dei NAS evidenziano che 497 sanzioni (pari al 64% complessivo) sono state rilevate presso strutture di somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie e bar, delle quali 93 hanno interessato il mancato controllo/possesso del green pass da parte degli operatori delle attività; ulteriori 108 (14%) sono state contestate presso sale scommesse, sale gioco e attività ricreative, 91 (12%) presso palestre e piscine, nonché 57 (7%) nell’ambito dei servizi di estetica e centri massaggio, per un valore complessivo di oltre 312 mila euro di sanzioni amministrative.

Gli interventi dei NAS hanno riguardato anche la corretta applicazione delle restanti misure di contenimento alla diffusione epidemica, contestando ulteriori 430 violazioni dovute all’inosservanza circa le operazioni di sanificazione, l’uso delle mascherine, le informazioni agli utenti e agli stessi dipendenti sulle norme di comportamento e di distanziamento. Sono stati emessi anche provvedimenti di chiusura temporanea da uno a cinque giorni nei confronti di 25 attività.

Le attività di controllo hanno interessato anche le farmacie e gli ambulatori di analisi per verificare la corretta attuazione delle disposizioni relative alle modalità di esecuzione dei testi rapidi e dei tamponi per la ricerca del COVID-19.

Al riguardo sono state ispezionate 1.200 strutture sanzionando, anche penalmente, 42 gestori per aver condotto l’attività diagnostica in difformità alle norme ed ai protocolli d’intesa, con locali non idonei e/o non autorizzati, l’omesso utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’applicazione di prezzi dei test superiori a quelli calmierati, nonché l’omessa alimentazione della banca dati sanitaria usata per la tracciatura dei contagi.

Tra gli interventi effettuati dai Nas in Emilia-Romagna si segnalano:

Un’operazione dei Nas di Bologna che hanno accertato presso un ristorante ubicato a Cento (FE) numerose violazioni alle misure di contenimento del Covid-19 da parte del titolare dell’attività di somministrazione quali la

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mancata verifica del possesso della certificazione verde (green pass) degli avventori e dei dipendenti, l’omesso utilizzo delle mascherine, l’assenza della cartellonistica indicante le norme di comportamento per evitare la diffusione del virus.
Le criticità sono state segnalate alla prefettura per i provvedimenti di competenza.

I carabinieri del Nas di Parma hanno segnalato il legale responsabile di un “poliambulatorio” di Parma poiché responsabile della mancata applicazione del prezzo calmierato per la somministrazione di test antigenici rapidi per la rilevazione di antigene sars-cov-2 fissato indistintamente in euro 25,00 anziché in euro 15,00 e in euro 8,00, se minori di anni 12. Contestata al titolare la sanzione per un importo di euro 2.000,00.

Il medesimo Nucleo di Parma , in un’altra operazione di controllo, ha deferito, inoltre il titolare di una farmacia comunale di San Felice sul Panaro (MO) e 3 dipendenti, anch’essi farmacisti, per aver certificato la negatività al coronavirus di alcune persone alle quali erano stati venduti kit di tamponi nasofaringei rapidi, ad uso professionale attestando falsamente, peraltro, che l’attività diagnostica fosse stata effettuata in farmacia, quando in realtà il responso era stato solo comunicato ai sanitari.