Covid, Conte annuncia nuove misure restrittive: “limitazioni nazionali e lockdown in zone a rischio”

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 (Sesto Potere) – Roma – 2 novembre 2020 – “Alla luce dell’ultimo report che è stato elaborato venerdì scorso ed è stato anche diffuso, illustrato, in una conferenza stampa, e della situazione da esso certificata che risulta diffusamente grave sul territorio nazionale e particolarmente critica in alcune Regioni, siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza e massima precauzione per attuare ulteriori misure e per seguire una più stringente contenitiva e mitigativa del contagio“: ad annunciarlo con queste parole è il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che questa mattina ha tenuto alla Camera (vedi foto nella pagina) le comunicazioni del governo sulla situazione epidemiologica e sulle eventuali ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 (qui il video).  Il premier interverrà alle 17.00 al Senato.

“Questa strategia va necessariamente modulata in base alle differenti criticità rilevate nei territori, graduando la severità delle misure in considerazione della più elevata circolazione del virus e del più elevato rischio di tenuta dei servizi sanitari. Riteniamo necessario pertanto assumere una decisione, orientata ai principi di proporzionalità e adeguatezza, che contempli nuovi interventi restrittivi, modulati e differenziati sulla base del livello di rischio concretamente rilevato nei territori. Sulla base di criteri scientifici, attenzione, criteri scientifici predefiniti, oggettivi, lo ripeto, elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da vari centri universitari di ricerca, sarà quindi necessario  introdurre un regime differenziato basato sui diversi scenari regionali.”: aggiunge il premier Conte.

Il governo intende “intervenire in modo mirato, di restringere e allentare le misure su base territoriale, in ragione delle variazioni della soglia di criticità. L’effetto sarà quello di intervenire a più riprese e in maniera più graduale”.

“Quindi non ci dobbiamo meravigliare del fatto che si possano fare restrizioni e allentamenti a seconda della soglia di criticità, articolata e flessibile rispetto alla prima fase, grazie a un monitoraggio appunto più accurato e strutturato, esemplato sui parametri indicati da questo piano che abbiamo predisposto dagli enti che abbiamo richiamato. Se invece al cospetto di un sistema così avanzato, predisposto con tale cura anche scientifica, riproponessimo oggi un regime restrittivo indistinto, indifferenziato su tutto il territorio nazionale, otterremmo il duplice risultato negativo: da una parte rischieremmo di non adottare misure realmente adeguate, efficaci rispetto al reale stato di criticità delle regioni attualmente più a rischio; dall’altro finiremmo per imporre misure irragionevolmente restrittive in quelle aree del Paese ove, al momento, non risulta necessario intervenire con particolare severità”: ha aggiunto Conte.

A tal fine il prossimo DPCM individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione all’interno di una delle tre aree, con la conseguente, automatica applicazione delle misure previste per quella specifica fascia, avverrà con ordinanza del Ministro della Salute e dipenderà esclusivamente dal coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione, all’esito della combinazione dei diversi parametri, quale certificato dal Report ufficiale dell’Istituto Superiore della Sanità che viene diffuso periodicamente. Sempre con ordinanza del Ministro della Salute sarà possibile poi uscire da un’area di rischio ed entrare in un’altra, qualora la Regione registri coefficienti compatibili con il passaggio di fascia.

“Per l’intero territorio nazionale, dove non si segnalano livelli di rischio elevato, intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare quel piano di contenimento e la mitigazione del contagio che già stiamo perseguendo con i tre DPCM e in particolare con l’ultimo. Pensiamo di disporre la chiusura nei giorni festivi, stiamo parlando quindi del territorio nazionale, pensiamo di disporre la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole che sono all’interno dei centro commerciali; ovviamente in ragione della maggiore attrattività che questi spazi suscitano in particolare nel weekend. In coerenza con la chiusura delle sale da gioco e delle sale bingo, intendiamo disporre anche la chiusura di corner adibite all’attività di scommesse, videogiochi ovunque siano collocati. Chiuderanno, ahimè, anche musei e mostre. Prevediamo anche la riduzione fino al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali. Infine prevediamo di introdurre il limite agli spostamenti da e verso le regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o di salute, situazioni di necessità. Prevediamo anche limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda, salvo che anche in questo caso le medesime eccezioni e le comprovate esigenze lavorative, dei motivi di studio o di salute, le situazioni di necessità. Prevediamo infine la possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente in questo caso alla didattica a distanza, sperando che questa sia una misura ben temporanea. Quanto agli altri due regimi di misure di contenimento e mitigazione da applicare per le regioni che sono in una condizione di rischio più elevato, prevediamo di introdurre ulteriori disposizioni restrittive graduandole di intensità e severità in proporzione al coefficiente di rischio”: ha spiegato il presidente del consiglio Conte.