(Sesto Potere) – Forlì – 15 gennaio 2021 – Questa mattina una delegazione del “Comitato Forlì – Cesena per Libertà e Lavoro” è stato ricevuto dal Presidente della Provincia di Forlì – Cesena , Gabriele Fratto. Presenti all’incontro per il Comitato il coordinatore Daniele Avolio, l’avvocato Giovanni Amadori (Area Legale) , Riccardo La Corte (in rappresentanza di Horeca Ristorazione e Bar), Dovilio Nardi (Area Formazione) e Maurizio Tassani (per le Palestre , che s’è collegato da remoto).

Hanno partecipato alla riunione da remoto anche il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e Luca Ferrini, assessore allo sviluppo Economico, lavoro e occupazione del Comune di Cesena, in rappresentanza dei territori più vasti della nostra provincia ed i Direttori di Confesercenti e Confcommercio, rispettivamente Giancarlo Corzani e Alberto Zattini.

Consegnate simbolicamente le chiavi dei negozi e attività commerciali al presidente della provincia (vedi foto) Fratto,  evidenziando che “un buon amministratore deve saper bilanciare nella sua azione di governo, il diritto alla salute in egual misura del diritto al lavoro così come sancito dalla carta costituzionale”.

Oggetto dell’incontro la proposta di avviare un esperimento pilota nella nostra provincia, che costituisce una delle locomotive della ristorazione nazionale e della Wellness Valley, sul modello dell’ordinanza (la n.1/2021 e in vigore dal 7 gennaio) firmata dal presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, che prevede la riapertura, seppur con limitazioni su giornate e orari, di negozi, bar e ristoranti, nonché il ritorno alla didattica in presenza anche nelle scuole superiori.
L’obiettivo è far tornare il territorio di Forlì-Cesena gradualmente alla normalità.

“Ci sono tutte le condizioni: nei comparti produttivi e delle filiere collegate e da noi rappresentate oggi non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino la proliferazione dei contagi e inoltre abbiamo ribadito come la nostra provincia sia la più virtuosa in termini di contagi insieme a Parma, ma paghi nella classificazione regionale indici di contagio più alti di 3 volte , quali Modena e Bologna. Nella sostanza, abbiamo chiesto che venga applicato il principio della divisione a macchia di leopardo per permettere ai territori più virtuosi di iniziare a riattivare le imprese economiche e tornare a vivere normalmente, perché in caso contrario non avremmo più il Covid ma nemmeno un tessuto economico che risulterà definitivamente azzerato. Le previsioni parlano di un 40% delle aziende di ogni settore della filiera della ristorazione in chiusura da qui al 31 marzo e in relazione a ciò un aumento della disoccupazione del 60% se si continuerà con le chiusure forzate”: commenta Avolio.

Coesione e massima solidarietà tra tutti i presenti e condivisione dell’obiettivo anche da parte del Presidente della Provincia di Forlì – Cesena , Gabriele Fratto, che si impegna a presentare queste istanze al governatore della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini ed a pianificare l’attivazione di un Tavolo di lavoro con gli enti locali, le associazioni di categoria e lo stesso Comitato per salvare imprese e posti di lavoro del territorio locale.

“Alla base di questa proposta, che ripeto è apolitica, apartitica e trasversale, c’è la necessità di far ripartire la locomotiva dei consumi e della socialità che sta distruggendo anche il tessuto economico del nostro territorio e per questo scegliamo la via del confronto istituzionale per far risorgere il sistema produttivo romagnolo”: conclude Daniele Avolio.

Le iniziative del “Comitato Forlì – Cesena per Libertà e Lavoro” proseguiranno nei prossimi giorni.