Covid, casi in aumento a Rimini: potenziati Igiene Pubblica e Usca

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(Sesto Potere) – Rimini – 22 ottobre 2020 – Il territorio provinciale di Rimini, già tra i più colpiti in regione nei mesi scorsi dall’infezione da Covid 19, sta avendo anche in queste settimane una progressione di nuove positività con un trend importante: vi sono state circa 430 diagnosi di positività da lunedì 12 ottobre fino al 20 ottobre.

Come più volte ribadito, l’Ausl Romagna conferma la situazione epidemiologica non è paragonabile a quella dei mesi della “prima ondata” poiché la maggior parte dei casi viene diagnosticata a seguito di una ricerca molto attenta dei casi da contatto (cosiddetto contact tracing), vi sono numerosi asintomatici e la maggior parte di essi è comunque gestibile a domicilio, con numeri al momento contenuti di ricoverati e soprattutto di pazienti in terapia intensiva, tanto che non si presentano allo stato attuale problemi sul fronte della rete ospedaliera.

Servizio Igiene Pubblica

Tale situazione però – aggiunge l’Ausl Romagna – sta creando comprensibili difficoltà alla rete delle cure territoriali e in particolare al Servizio di Igiene pubblica di Rimini, che si occupa appunto della individuazione dei casi, svolgimento delle indagini epidemiologiche, coordinamento nell’effettuazione dei tamponi, successivo follow up dei pazienti e dichiarazione di guarigione degli stessi.

Prevedendo questo possibile scenario, già nei mesi scorsi l’Azienda Usl si era attivata per potenziare il Servizio: a 48 infermieri che erano stati inseriti fino a giugno per l’effettuazione dei tamponi in particolare drive trhrough e per le indagini epidemiologiche, se ne sono aggiunti ulteriori 34 dal mese di agosto ad ora. Questi inserimenti graduali, e tenendo conto anche dei tempi necessari per la formazione e l’affiancamento dei neo inseriti, hanno consentito di affrontare la situazione ma non in maniera sufficiente per evitare alcuni disagi e ritardi nell’effettuazione di alcune prestazioni; disagi per i quali ci si scusa con l’utenza.

Ovviamente, aggiunge l’Ausl, con le risorse a disposizione, si cerca di far fronte prima agli adempimenti più urgenti, come le diagnosi e il contact tracing, in modo da limitare il diffondersi del contagio.

L’Azienda Usl sta comunque proseguendo con le politiche di potenziamento del servizio: si è concluso il 21 ottobre, e saranno redatte le graduatorie, un concorso per assistenti sanitari (figura professionale mirata principalmente a questo tipo di lavoro presso i Servizi di Igiene pubblica), da cui si potranno trarre ulteriori risorse, ma nel frattempo si stanno “dirottando” tutte le risorse possibili da altri servizi verso l’Igiene pubblica per cercare di dare le risposte più puntuali possibili limitando i disagi.

Anche alla luce di tale situazione l’Ausl Romagna raccomanda alle persone in isolamento domiciliare di rispettare tale misura e di fornire la massima collaborazione agli operatori della Sanità pubblica che effettuano le indagini epidemiologiche al fine di individuare tutti i contatti a rischio e di limitare così il più possibile la diffusione dell’infezione.
Contestualmente è stato potenziato con una unità in più il personale delle Usca-Unità speciali di continuità assistenziale, in modo da continuare a garantire gli interventi a domicilio per i pazienti seguiti in tale regime, entro la giornata di attivazione del servizio stesso o al massimo il mattino successivo.