Covid, calo del lavoro e del Pil in Emilia-Romagna. Bevilacqua (Ugl): “Subito interventi e fondi Next Generation UE”

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(Sesto Potere) – Bologna – 17 marzo 2021 – Secondo l’ultimo studio di Confartigianato Emilia-Romagna il blocco delle attività derivato dalle disposizioni anti Covid-19 ha causato una riduzione media del fatturato del -24,9% per le micro e piccole imprese nel 2020 e un’ulteriore riduzione del 15,6% nella prima metà dell’anno in corso. Un settore, in particolare, quello legato alla domanda turistica ha sofferto con un calo del 33,7%.

In ambito territoriale la crisi s’è abbattuta sul lavoro dipendente soprattutto nel Nord Est, il motore produttivo del Paese, con un -6,4%, e nel Centro Italia (-6,8%).

“Dopo lo scoppio della pandemia, l’occupazione è ulteriormente scesa nonostante l’ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali e il prolungamento del divieto di licenziamento. un peggioramento della situazione già critica per alcune categorie del mercato del lavoro (giovani e donne) che si stava già delineata nei scorsi appena precedenti l’allarme da Coronavirus. Ci troviamo di fronte ad una fase storica delicatissima e si tratta non soltanto di sostenere imprese e lavoro, ma anche di controllare le dinamiche delle nuove occupazioni, esaminando le tendenze in atto: si pensi soltanto sul boom dell’offerta dei servizi digitali che si dimostrano non soltanto complementari all’attività caratteristica delle micro e piccole imprese ma sostitutive di alcune mansioni lavorative classiche. In questi mesi s’è assistito ad una crescita accentuata di imprese che si sono attivate sui canali “social” o digitali , aumentando i relativi investimenti in tecnologie e digitalizzazione.

Ma a volte, soprattutto nelle località periferiche o di montagna il tessuto produttivo s’è scontrato con il mancato ammodernamento delle dorsali telematiche di questi tempi non più rinviabile. Tocca anche agli enti locali ammodernare servizi e infrastrutture”: afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl (nella foto in alto, ndr).

Sempre in base al report di Confartigianato in Emilia-Romagna si prevede per il 2020 un calo del Pil del 11,4%, ben oltre la flessione media nazionale (stimata al 9,6%). Per il 2021 è previsto un recupero del Pil del +5,8%, il più dinamico tra le regioni d’Italia, ma non sufficiente a recuperare quanto perso nel 2020.

“Resta una forte preoccupazione sugli scenari futuri dei prossimi mesi, quando verrà a mancare il supporto messo in campo dalle Istituzioni. Come sindacato sollecitiamo il governo a programmare e condividere con le parti sociali la gestione delle risorse previste dalla Next Generation UE che potranno costituire uno degli elementi principali della ripresa. E intanto scontiamo già un paradosso: a fronte di una riduzione delle imprese e della forza lavoro esistono ancora realtà che cercano inutilmente manodopera qualificata e figure professionali aggiornate ai nostri tempi. Domanda ed offerta che non si incrociano. A ribadire che è necessaria – e l’Ugl la chiede da anni – una riforma dei Centri per l’impiego ed un maggior raccordo con le agenzie private di collocamento. Richieste naufragate nei passi falsi (ricordate il pasticcio dei ‘navigator’?) ) dei Governi Conte 1 e Conte 2. Riponiamo maggiore fiducia nel Governo Draghi”: aggiunge il segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl, Tullia Bevilacqua.

La partita è appena aperta.