Covid, anche il mercato vinicolo ha subito l’impatto della pandemia

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(Sesto Potere) – Roma – 11 marzo 2021 – Il 2020 è stato un anno particolare anche per il settore vitivinicolo. A darne evidenza sono Unioncamere e BMTI nel loro Report sulle uve da vino, un’analisi sull’andamento del mercato delle uve da vino nel 2020, realizzata a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di Commercio.

Durante la vendemmia del 2020, in Italia, sono stati raccolti oltre 70 milioni di quintali di uve da vino (studio Unioncamere elaborazione BMTI su dati Istat), corrispondenti ad un aumento del 3% rispetto al 2019 e del 2% rispetto alla media del quinquennio 2015-2019. Questo incremento è il risultato di un andamento climatico che, nel complesso, ha favorito la maturazione dell’uva e la sua buona qualità.

Come altri comparti dell’agroalimentare, però, anche il mercato vinicolo ha risentito dell’impatto della pandemia. A fronte del buon andamento nelle quantità, con l’Italia che mantiene la leadership mondiale nella produzione di vino, meno positivo è stato il riscontro nei listini all’ingrosso a causa della chiusura totale dell’Ho.re.ca. durante il lockdown di marzo e aprile e le successive chiusure parziali nell’ultima parte dell’anno.

A subirne maggiormente le conseguenze sono stati proprio i vini di qualità che sono i più consumati nella ristorazione.

Secondo i dati di Unioncamere e BMTI, i prezzi del vino hanno subito un calo medio dell’1,4% rispetto al 2019. Più accentuata però la flessione in chiusura d’anno, con un calo a dicembre del 5% su base annua. Pur con importanti eccezioni, il 2020 ha segnato ribassi anche per i prezzi delle uve da vino di diverse aree produttive del nostro paese.

In particolare, in Emilia-Romagna i dati Istat mostrano per il 2020 una modesta contrazione delle superfici in produzione (-0,7%) cui fa però seguito un lieve incremento delle quantità di uve raccolte (+2,7%). Quanto ai valori di scambio, i prezzi delle uve da vino atte a Lambrusco sulla piazza di Reggio Emilia hanno subito un calo sia relativamente alle IGT (-27,9%) che alle DOC (-22,7%).

Sempre con riferimento al mercato delle uve in Emilia-Romagna, segno “meno” nel 2020 si è registrato anche per le uve atte alla produzione di Bosco Eliceo D.O.C. scambiate sulla piazza di Ferrara. Si è dunque interrotto il leggero recupero che si era osservato nell’annata 2019. I ribassi hanno riguardato sia le uve rosse che bianche, con variazioni comprese tra il -15,9% ed il -10,1%.

Sulla piazza di Ravenna dopo il brusco calo del 2018 e il parziale recupero registrato nel 2019, l’annata 2020 ha visto in flessione i prezzi delle uve da vino di collina a bacca bianca (-8,2%) e quelle a bacca rossa (-14,8%). E si è riscontrata anche per le uve da vino di pianura una contrazione del prezzo di scambio del 5% circa sia per le varietà a bacca bianca che per quelle a bacca rossa.

I prezzi delle uve da vino scambiate sulla piazza di Piacenza, dopo la stabilità registrata nell’annata 2019, hanno accusato un calo nel 2020. Sempre con riferimento alla piazza di Piacenza, l’annata 2020 ha evidenziato diffusi ribassi anche per le uve atte a produrre Colli Piacentini DOC. Alla sostanziale staticità delle ultime due annate fa seguito un 2020 in cui si è palesato un calo del 10% circa sia per le uve atte a Pinot Grigio che Pinot Nero che per quelle atte a Chardonnay. I prezzi si attestano così ai minimi dall’annata 2015.