Covid-19, studio Unife su ruolo genetica in casi asintomatici

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(Sesto Potere) – Ferrara – 8 ottobre 2020 – Alcuni individui, e in particolare alcuni gruppi etnici, sono colpiti più gravemente dalle conseguenze dell’infezione Sars-CoV-2. Alla base di tali differenze, la genetica. A esplorare questo aspetto dell’infezione da coronavirus sono Donato Gemmati e Veronica Tisato, ricercatori del Dipartimento di Morfologia, Chirurgia e Medicina Sperimentale dell’Università di Ferrara.

segreteria UniFe

Sulle pagine della rivista scientifica Genes, nella sezione Human Genomics and Genetic Diseases, i ricercatori valutano diverse ipotesi genetiche e farmacogenetiche. Analizzano cioè la possibilità che l’assetto genetico delle persone possa influenzare il quadro clinico e il decorso della malattia, determinando ad esempio la differenza tra i casi asintomatici e i casi gravi,  così come la risposta alle terapie somministrate per contrastare la patologia Covid-19. 

“Nello specifico, abbiamo realizzato un confronto nella frequenza e distribuzione di alcune varianti genetiche presenti in specifici gruppi di popolazioni” spiega il professor Donato Gemmati, aggiunge:

“Si tratta di varianti in alcuni geni coinvolti nella regolazione di sistemi biologici che direttamente o indirettamente sono colpiti da Sars-Cov-2 (AGT, REN, AGTR1, AGTR2, ACE1, ACE2, SLC6A20) su cui agiscono alcuni farmaci potenzialmente efficaci nel contrastare o ridurre la patologia Covid-19. Abbiamo inoltre valutato possibili correlazioni dei livelli di espressione dei geni appartenenti a queste vie metaboliche con il gruppo sanguigno ABO, anch’esso ovviamente determinato dalla genetica individuale” spiega il professore.

“Il nostro studio evidenzia come vi siano alcune differenze ereditarie tra gruppi etnici nella risposta all’infezione, per esempio tra “European ancestry” e “Asians” cioè tra gli europei e gli asiatici. Ma c’è di più. Abbiamo proposto alcune predisposizioni genetiche “a rischio” di elevata suscettibilità individuale e meccanismi responsabili di prognosi grave. Infine, abbiamo anche considerato l’importante ruolo del sesso e del genere sulla progressione del Covid-19 in differenti etnie” specifica la professoressa Veronica Tisato.

La ricerca è ora indirizzata alla realizzazione di un modello poligenico di previsione del decorso clinico del Covid-19 basato sull’analisi molecolare dei geni considerati in questo studio. Questo secondo step sarà sviluppato in collaborazione con l’azienda Genetic Technologies LTD (Melbourne, AU) con cui è stato sottoscritto un contratto di collaborazione per una ricerca che metterà a confronto i dati ottenuti dall’analisi del genoma delle due differenti popolazioni.