(Sesto Potere) – Bologna – 30 ottobre 2021 – Nove emiliano-romagnoli su dieci che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, l’86% che ha già completato il ciclo vaccinale e oltre 120mila persone a cui è stata somministrata una dose aggiuntiva.

La macchina vaccinale dell’Emilia-Romagna prosegue il suo lavoro con anche le terze dosi, come da indicazioni della struttura commissariale nazionale, e il loro numero è destinato a salire ancora. Oggi, infatti, l’assessorato alle Politiche per la salute ha trasmesso ufficialmente alle aziende sanitarie l’indicazione di procedere con le terze dosi per tutti gli over 60, senza distinzioni, organizzando modalità e tempistiche di prenotazione. Via libera dalla Regione anche alla terza anche per tutto il personale sanitario, anche in questo caso senza distinzione di età di attività.

Resta sempre valido il criterio di una attesa di almeno 6 mesi dalla somministrazione della seconda dose e la precedenza a chi ha completato da più tempo il ciclo vaccinale.

1 Punto vaccinale

“In Emilia-Romagna il sistema delle vaccinazioni non si è mai fermato- afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Raffale Donini-, e mentre continua l’attività di persuasione sugli indecisi, con la comunicazione e la sensibilizzazione da una parte e la facilitazione all’accesso al vaccino dall’altra, abbiamo anche già somministrato oltre 120mila terze dosi alle persone più a rischio, garantendo loro la copertura necessaria. La pandemia c’è ancora, grazie ai vaccini e alle misure di prevenzione e sicurezza stiamo tenendo al riparo le strutture ospedaliere e sanitarie, anche in presenza di un rialzo dei contagi: per continuare a farlo, chi ancora deve vaccinarsi lo faccia e rispettiamo tutti le regole”.

La Regione ha quindi autorizzato le aziende sanitarie a vaccinare con la dose aggiuntiva gli over 60. Più in generale, a seconda delle modalità organizzative scelte dalle aziende sanitarie, le prenotazioni andranno dall’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico o dei servizi Cup, all’accesso diretto senza prenotazione, mentre per specifiche categorie è prevista la convocazione diretta dall’Asl tramite sms.

Alle aziende sanitarie la Regione ha richiesto di garantire parallelamente almeno quattro percorsi per la somministrazione: gli hub vaccinali, i medici di medicina generale, le farmacie che hanno aderito all’accordo sottoscritto a settembre con le associazioni di categoria (il cui elenco è disponibile all’indirizzo https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccinazioni-anti-covid-in-farmacia/farmacie-aderenti) e infine i servizi di sorveglianza aziendali, esclusivamente per gli operatori del Servizio sanitario regionale

La Regione ha predisposto una sezione apposita, sul sito dedicato alle vaccinazioni Covid, che permette all’utente di accedere alle informazioni della sua azienda sanitaria di riferimentohttps://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/come-prenotare/terza-dose.

Terze dosi, i numeri

In totale, alle 13 oggi sono state somministrate 119.080 terze dosi in Emilia-Romagna: se si guardano le fasce d’età, il maggior numero riguarda gli over 80 (86.051), poi i 60-69enni (8.848) e a seguire i 70-79enni (7.920). A riceverla anche 7.358 persone tra i 50 e i 59 anni, 4.658 tra i 40-49enni, 2.618 nella fascia 30-39 e infine 1.627 under 30. 

Prima delle indicazioni di oggi, il personale sanitario, con priorità agli over 60 e ai professionisti più a rischio per esposizione o patologie, gli over 80 e i soggetti fragili della categoria 1 (dai pazienti oncologici ai malati di sclerosi multipla fino a chi soffre di scompensi cardiaci avanzati) erano le ultime categorie, in ordine cronologico, a cui era stato dato accesso alla terza dose. A riceverla per prime sono state le persone trapiantate e immunocompromesse, in calendario dal 20 settembre, e a seguire gli ultraottantenni e gli ospiti ed operatori delle strutture per anziani, che hanno iniziato nella prima metà di ottobre le inoculazioni.

La co-somministrazione con il vaccino antinfluenzale

La circolare che la Regione ha trasmesso oggi alle aziende sanitarie ribadisce la possibilità di somministrare contemporaneamente il vaccino anti-Covid e gli altri vaccini, a partire da quello antinfluenzale.

A questo scopo, l’assessorato raccomanda alle Asl di garantire la disponibilità negli hub vaccinali delle dosi di vaccino antinfluenzale, differenziato anche per le indicazioni d’uso secondo l’età: il cittadino potrà esprimere direttamente al momento della somministrazione la volontà di essere sottoposto a entrambe le vaccinazioni, nel caso ovviamente ne abbia diritto.