Coronavirus, Tullia Bevilacqua (Ugl): Chiusi pronto soccorso di Correggio e Scandiano. E negli altri ospedali?”

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(Sesto Potere) – Bologna – 2 marzo 2020 – A tutela della salute della comunità e dei pazienti più fragili e a rischio, è stata disposta dalle ore 20 del 1° marzo la chiusura dei pronto soccorso degli ospedali di Correggio e Scandiano, nel reggiano. Un provvedimento adottato dalle autorità e comunicato nel corso di una conferenza-stampa che s’è svolta nella sede della Protezione civile alla presenza dei sindaci e dei dirigenti Ausl e ospedalieri.

tullia bevilacqua

Sempre a partire dal 1° marzo è stata temporaneamente sospesa anche l’attività del punto nascite dell’ospedale di Scandiano.

Nelle aree del Nord che registrano contagi da Coronavirus – e nelle province interessate dell’Emilia-Romagna – sono state sospese anche le attività formative ed i tirocini in ambito sanitario.

Secondo la stima di domenica sera, ma i dati sono in continuo aggiornamento, i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna sono 285, tutte le province, ad eccezione di Ferrara, registrano ricoveri ospedalieri, 13 sono i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Ad oggi i decessi sono otto. Condividendo il criterio delle azioni di tutela per garantire i massimi livelli di prevenzione, ci chiediamo però quale sia effettivamente l’impatto di questa situazione nel sistema sanitario del Nord ed anche ovviamente dell’Emilia-Romagna. E se l’offerta ospedaliera possa reggere l’urto”: a porre la domanda è il segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

Pochi giorni fa il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sostenendo la richiesta specifica del suo assessore al Welfare, ha detto in un’intervista che vi sarà bisogno di richiamare i medici pensionati perché “la situazione è critica” e c’è l’avvallo del governo attraverso il pronunciamento del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri.

“Emergenza Coronavirus a parte, il problema della carenza dei medici nel sistema sanitario nazionale, a causa dei vincoli di bilancio imposti dal governo centrale rimane. Senza gli attuali vincoli anche l’Emilia-Romagna avrebbe molti più medici ed infermieri. E sono molte le regioni che periodicamente (per ultime: Veneto, Piemonte, Umbria e Molise) si avvalgono di personale in pensione per sopperire alla carenza di personale specializzato. Scontiamo un’assenza di programmazione effettiva nazionale e subiamo le ripercussioni di politiche regionali volte unicamente a risparmiare risorse pubbliche anche in settori cruciali per la vita dei cittadini come l’assistenza sanitaria e ospedaliera”: aggiunge il segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

Più nel dettaglio, tornando all’emergenza da Coronavirus, l’esponente sindacale dell’Ugl Emilia-Romagna chiede al governatore Bonaccini ed ai vertici Ausl di conoscere come verranno ridistribuiti i carichi di lavoro del personale medico e infermieristico dopo la chiusura dei pronto soccorso degli ospedali di Correggio e Scandiano e se uguale provvedimento verrà adottato o si intende adottare in altri ospedali della regione, con relativa integrazione di specialisti con personale in pensione o nuovi assunti anche per far funzionare h24 i vari check point con triage di accettazione avanzati che si stanno attrezzando in molte strutture dell’Emilia-Romagna.

Tullia Bevilacqua chiede, inoltre, di sapere se esista già – in caso di “allerta rossa” – un piano specifico per attivare eventualmente nuove strutture temporanee o se sarà possibile riaprire padiglioni chiusi o accorpati da tempo.

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