Coronavirus, tre decessi nel ravennate nel weekend

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(Sesto Potere) – Ravenna – 23 marzo 2020 – Sono stati comunicati ieri sera 22 nuovi casi nel ravennate, di questi 13 fanno riferimento a donne e 9 a uomini. Quattro pazienti sono in isolamento domiciliare poichè privi di sintomi o con sintomi leggeri, 15 sono ricoverati non in terapia intensiva, mentre per gli altri 4 si sta valutando l’eventuale ricovero.

In massima parte si tratta di pazienti con contatti stretti già in isolamento e sorveglianza che hanno presentato sintomi nei 14 giorni di sorveglianza attiva.

Sempre nel ravennate vi sono stati purtroppo tre decessi, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica: due pazienti di sesso femminile di 85 e 87 anni ed un paziente di sesso maschile di 59 anni; tutti e tre risultavano portatori di altre patologie. Si registrano anche 3 ulteriori guarigioni cliniche: 2 pazienti di sesso femminile ed un uomo.

Complessivamente i casi sono dunque 309, confermati alle 12 del 22 marzo, così distribuiti per Comune: 14 residenti al di fuori della provincia di Ravenna, 135 Ravenna, 44 Faenza, 27 Cervia, 25 Lugo, 7 Russi, 9 Alfonsine, 7 Bagnacavallo, 11 Castelbolognese, 7 Conselice, 4 Massa Lombarda, 2 Sant’Agata sul Santerno, 8 Cotignola, 2 Riolo Terme, 2 Fusignano, 3 Solarolo, 1 Brisighella ed 1 Casola Valsenio.

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“Scostamenti in alto come quello di sabato – dichiara Michele de Pascale sindaco di Ravenna e presidente della Provincia – o in basso come quello di domenica non devono deprimere o entusiasmare perché sono anche frutto di dinamiche organizzative legate allo straordinario lavoro di indagine epidemiologica che sta svolgendo il Dipartimento di Salute Pubblica di Ravenna dell’Ausl della Romagna. Il dato più importante, che ci deve dare fiducia, è il ristretto numero, per ora, di casi di cui non si conosce la ragione del contagio, rispetto invece alla stragrande maggioranza per i quali è nota o altamente probabile. Dobbiamo semplicemente perseverare nelle misure di contenimento, potenziare i servizi sanitari ed essere solidali con quanti stanno continuando a lavorare, con grande sacrificio personale e nell’interesse di tutti”.

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