Coronavirus, summit in Municipio ( 3 ) Di Maio (Iv): “Perchè un solo parlamentare?”

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PARLAMENTO Marco di Maio

(Sesto Potere) – Forlì – 28 febbraio 2020 – “In una fase come questa ogni istituzione, così come ogni uomo e donna che ne fanno parte, avrebbe il dovere di mettere da parte le proprie appartenenze politiche e richiamare tutti alla collaborazione per affrontare una sfida difficile come quella che la crisi prodotta dal Coronavirus ci pone di fronte. Non è così, purtroppo, per il Comune di Forlì: che convoca (giustamente) tutte le organizzazioni economiche e sindacali, e fa sedere al tavolo un solo parlamentare, quello leghista“.

di maio

Queste le parole del deputato forlivese di Italia Viva , Marco Di Maio, che nella sua pagina Facebook commenta il mancato invito all’incontro di oggi in Municipio a Forlì degli altri parlamentari. C’era soltanto Jacopo Morrone, del Carroccio.

“Passava di qui”, è stato detto – nota Di Maio, che ironizza: “così, casualmente uno passa si siede e parla… Come al bar… Nessun problema per quanto mi riguarda, io lavoro anche senza stare ai “tavoli”. Ovviamente, però, l’anomalia è stata notata e vista come un brutto segnale da parte di chi rappresenta imprese e lavoratori che, a maggior ragione di fronte alla situazione attuale, si aspettano che chi rappresenta la città unisca le forze e non faccia distinguo. E del resto con questo stesso spirito proprio ieri ho inviato anche al sindaco Zattini, come a tutti gli altri sindaci romagnoli, una lettera formale e sostanziale per mettermi a disposizione per lavorare insieme sulle strategie da seguire per rimettere in moto l’intero sistema”: commenta il parlamentare di Italia Viva.

Il suo obiettivo, nel merito della psicosi da Coronavirus è: “Tornare alla normalità, per dimostrare alla nostra comunità locale che le priorità sono così forti che in questo momento non si può guardare ai partiti di appartenenza. Penso sia quello che tutti si aspettano in questa fase. Com’è, peraltro, nel mio stile e in quello delle persone a me vicine. Lo abbiamo dimostrato anche recentemente sull’aeroporto di Forlì e sulla facoltà di Medicina, solo per citare i due esempi più eclatanti in cui siamo andati oltre le appartenenze e abbiamo unito (senza che fosse richiesto) il nostro impegno a quello di forze a noi ostili. Perché prima vengono i progetti e poi le appartenenze”.

Sia ben chiara una cosa: per me non cambia niente. Il mio impegno non si sposta di una virgola e come sto facendo da giorni, continuerò a lavorare, a proporre idee, ad ascoltare e a darmi da fare per sostenere imprese, famiglie e associazioni della mia città e del mio territorio. Ascoltando chi rappresenta queste categorie con la sensibilità che ho sempre avuto dall’inizio del mio mandato ad oggi. Il dispetto, per intenderci, non lo fanno a me (che continuo a lavorare come prima), ma ai cittadini. Per quanto mi riguarda zero rancori e polemiche, ma al lavoro ora più che mai a dare una mano. Buon lavoro a tutti!”: conclude Marco Di Maio

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