Coronavirus, privi dei dispositivi di protezione individuale i medici di medicina generale: la denuncia della Fimmg

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Dottore in ospedale

(Sesto Potere) – Bergamo – 17 marzo 2020 – E’ morto a Bergamo, per le complicanze del Coronavirus , il primo medico di famiglia contagiato da Covid-19. Si tratta di Mario Giovita, 65 anni, era stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII nei giorni scorsi e le sue condizioni di salute, stando a quanto ha appreso l’Ansa, sono peggiorate rapidamente. Sempre a Bergamo i medici di famiglia contagiati dal Covid 19 sono 100, e alcuni versano in gravi condizioni: affermano dalla Federazione medici di medicina generale della Fimmg.

«Poco fa ho saputo che ci ha lasciato un altro collega. In questo momento è difficile restare lucidi, tenere duro e andare avanti. Mario Giovita avrebbe festeggiato il suo compleanno il prossimo 27 aprile, ed è alla sua famiglia che va il nostro più sincero abbraccio. Un’altra vita che si sarebbe potuta salvare se solo ci avessero dotato dei dispositivi di protezione individuale»: commenta in una nota Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg , punta il dito contro quelle amministrazioni, politiche e sanitarie, che hanno abbandonato i medici della medicina generale al loro destino. Lasciandoli privi di quei dispositivi di protezione individuale che per i medici di medicina generale sono anche strumenti di protezione collettiva.

«Esporre noi ad un così alto rischio di contagio – ricorda Scotti – significa anche mettere a repentaglio la salute dei cittadini più fragili, quelli che quotidianamente assistiamo sul territorio per fare in modo che possano gestire complessi quadri di cronicità». Scotti si chiede ancora una volta dove sia finito il rispetto dell’Articolo 32 della Costituzione. «Siamo noi medici la Repubblica di cui parla l’Art.32, siamo noi lo Stato, siamo noi le Regioni forti del nostro Titolo V, siamo noi i Direttori Generali che in questo momento non dovrebbero distinguere tra dipendenti e convenzionati?. A quanto pare siamo abbandonati dalle Istituzioni, ma non siamo soli. Perché al nostro fianco si stanno schierando sindaci e cittadini».

E la prima città a rispondere all’appello della FIMMG, che ha avviato una raccolta fondi on-line (info: http://www.fimmg.org/ ) per acquistare dispositivi di protezione individuale, è stata Napoli.

«Voglio ringraziare a mio nome e a nome di tutti i colleghi della medicina generale l’Onorevole Michela Rostan quale primo parlamentare della Repubblica che ha fatto una donazione a nostro favore ricordandola come nostra compagna di viaggio sempre presente per le aggressioni ai medici. Anche questa volta con un gesto tangibile ha voluto far valere questa sua vicinanza ai medici e in particolare ai medici di medicina generale lanciando il messaggio che la buona politica è attenta e risponde. Ringrazio anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – dice Scotti – per aver sposato la raccolta fondi mostrando come il cuore di Napoli sia con la medicina generale e di fatto sostenendo quello che da napoletano ho ricordato come l’offerta di un caffè sospeso per il proprio medico di famiglia, per il medico di guardia medica e per gli operatori del 118, medici di strada potremmo dire che riceveranno grazie a quel caffè qualcosa che li proteggerà e proteggerà i cittadini che continueranno ad assistere. Spero che presto si aggiungano molti altri onorevoli, sindaci, consiglieri regionali, amministratori pubblici e privati».

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