Coronavirus, Polizia Locale di Bologna ha controllato 8000 pubblici esercizi

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polizia locale bologna

(Sesto Potere) – Bologna – 18 marzo 2020 – La Polizia Locale di Bologna negli ultimi dieci giorni, a valle dei due Decreti dell’8-9 marzo e dell’11 marzo sul Coronavirus, ha controllato più di ottomila tra pubblici esercizi, esercizi di vicinato, laboratori, servizi alla persona e altre attività minori, sia su segnalazione dei cittadini sia su iniziativa.

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Un’attività particolarmente intensa dalla quale emerge che la stragrande maggioranza rispetta le norme di contenimento della diffusione del coronavirus: le denunce sono state in tutto sei.

Si tratta di un acconciatore in zona Bolognina che teneva aperto il negozio nonostante il divieto; il titolare di un pubblico esercizio al quartiere Savena aperto nonostante il divieto; il titolare di un esercizio di vendita di pollo allo spiedo, in zona Lame, aperto con tanto di tavolini e clienti seduti; il titolare di un banco di vendita di giocattoli in zona Emilia Ponente; una pizzeria da asporto in San Donato che violava il divieto rimanendo aperta (è consentito infatti solo il domicilio in condizioni di sicurezza); il titolare di un internet point in centro.

Tutti questi commercianti rischiano l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro: come disposto dal Dpcm, la Polizia Locale ha trasmesso tutti gli atti alla Prefettura.

Gli agenti della Polizia Locale di Bologna hanno inoltre eseguito accertamenti in Autostazione, nelle serate di domenica e lunedì scorsi, insieme ai Carabinieri, sui pullman in partenza da Bologna e diretti nel sud Italia.

Oltre a verificare le autocertificazioni dei passeggeri, i responsabili delle ditte di autotrasporti sono stati obbligati a far rispettare la distanza interpersonale di un metro all’interno dei mezzi. Lo stesso servizio si ripeterà in altre serate nei prossimi giorni.

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