Coronavirus, polemica incrociata Regioni – Protezione civile sulle mascherine

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(Sesto Potere) – Roma – 18 marzo 2020 – Tre giorni fa la comunicazione del presidente della giunta regionale della Toscana Enrico Rossi che annunciava la distribuzione di 94 mila dispositivi sicuri, certificati o testati, ovvero: 40 mila mascherine a marcatura CE e di 54 mila autoprodotte in Toscana in “tessuto non tessuto a triplo strato” e con elastico, già testate dal dipartimento di chimica dell’Università di Firenze, (“di qualità certamente migliore rispetto a quelle della Protezione civile nazionale”: affermava il governatore), dopo la già avvenuta distribuzione di 39.500 mascherine ‘made in Tuscany” di ugual tipo e 95.300 della protezione civile nazionale.

Oggi l’ironia del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci nel corso del programma televisivo ‘L’Aria che tira’ in onda su La7 che ha detto a proposito delle mascherine che da Roma è arrivato “un panno che si usa per pulire il tavolo. Non si può andare in guerra con le fionde”.

Infine, sempre oggi, la replica del Dipartimento nazionale della protezione civile che – dopo aver spiegato che “da tempo e costantemente è impegnato nella difficile ricerca di mascherine e dispositivi di protezione individuale” – ribadisce , come già comunicato nei giorni scorsi alle Regioni, che: “le mascherine due veli in tessuto non tessuto non sono dispositivi di protezione individuale, ma possono essere impiegate per le esigenze di enti ed amministrazioni nell’ambito locale, ad esclusione del personale ospedaliero.”

. Azione, quest’ultima, che sin dall’inizio dell’emergenza è consentita anche alle stesse Regioni.

La Protezione civile ribadisce che: “Tutto ciò che viene acquistato dal Dipartimento è prontamente trasferito ai territori cercando di soddisfare gli importanti fabbisogni rappresentati. Spetta poi alle autorità regionali distribuire quanto ricevuto in base alla tipologia del materiale e alle proprie necessità”.

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