Coronavirus, Istat non ‘vede’ aumenti sugli igienizzanti: è polemica

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(Sesto Potere) – Roma – 2 marzo 2020 – L’Istat registra, a febbraio, un tasso di inflazione al +0,4% su base annua. Più marcato, invece, l’aumento del tasso relativo al carrello della spesa, ovvero dei prezzi dei beni con maggiore frequenza di acquisto, che si attesta al +1%, in lieve diminuzione rispetto al tasso del +1,3% registrato a gennaio. Questo si traduce, solo nel settore alimentare, in un aggravio di 56,00 Euro annui a famiglia.

Con l’inflazione a questi livelli, gli aggravi a carico di ogni famiglia ammontano complessivamente a +118,60 euro annui stima Federconsumatori.

Sempre l’Istat sottolinea che non ci sono stati a febbraio aumenti dei prezzi degli igienizzanti a causa del Coronavirus, precisando che le rilevazioni arrivano fino a domenica 23 febbraio.

“Ma si tratta di una speculazione che forse non avveniva solo nelle farmacie e nei negozi fisici monitorati dall’Istat, che tra l’altro in tale data avevano con grande probabilità già finito le scorte. Purtroppo, a partire da circa il 20 febbraio, specialmente online, i prezzi hanno iniziato a lievitare, lo dimostrano le numerose denunce dei cittadini che si sono rivolti alla nostra Associazione, che ci hanno portato a segnalare prontamente il fenomeno all’Antitrust”: evidenzia Federconsumatori .

E su questa richiesta l’Autorità Garante ha chiesto chiarimenti sulla vendita di prodotti igienizzanti e di mascherine alle principali piattaforme e ai siti di vendita on line e la Guardia di Finanza ha condotto operazioni anti speculazioni in tutta Italia.


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