Coronavirus: gran parte dell’artigianato di servizio di Modena e Reggio ha chiuso i battenti, fermi migliaia di lavoratori

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(Sesto Potere) – Modena/Reggio – 17 marzo 2020 – Quanti sono i lavoratori costretti a casa dal Coronavirus a Modena e Reggio Emilia? Impossibile, al momento, fare un calcolo preciso, di certo però sono stati costretti per ora a interrompere l’attività tutte le attività commerciale e di servizi alla persona inserite nel decreto dell’11 marzo, che ha disposto la chiusura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie. Sono interessate le attività di artigianato di servizio alle persone, ad esclusione di lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri.

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Lapam Confartigianato, attraverso l’ufficio studi, ha realizzato una ricerca a livello regionale, con un focus anche sui dati modenesi e reggiani.

Modena

Nei settori dei servizi alle persone a fine 2019 sono registrate a Modena 4.115 imprese artigiane, pari al 20,2% dell’artigianato, che danno lavoro a 11.138 addetti (in Emilia-Romagna si raggiungono 27.395 imprese e 69.544 addetti). Se si escludono i settori delle lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri, che comprendono 220 imprese artigiane registrate, e il comparto dell’autoriparazione che conta 931 imprese artigiane, il perimetro delle attività artigiane di servizio alle persone che almeno fino al 25 marzo sono chiuse comprende 2.964 imprese artigiane e un totale di 8.024 addetti tra imprenditori, dipendenti e collaboratori. Si tratta di imprese che, sempre secondo una indagine di Confartigianato Lapam realizzata nei giorni scorsi, per il momento perderanno circa un terzo del fatturato del 2020, sempre che la serrata non debba proseguire ancora a lungo e dunque aumentare questo dato già pesantissimo.

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Tra le (tantissime) imprese penalizzate dal contagio anche il comparto dei servizi alle imprese, che per l’artigianato a Modena vale 7.123 imprese e ben 17.950 addetti, il 35% delle imprese e il 34% degli addetti del totale dell’artigianato in provincia. In regione il dato parla di 46.540 imprese per un totale di addetti che supera abbondantemente quota 100mila (per la precisione 111.615).

Reggio Emilia

Nei settori dei servizi alle persone a fine 2019 sono registrate a Reggio Emilia 3.100 imprese artigiane, pari al 16,8% dell’artigianato, che danno lavoro a 7.862 addetti (in Emilia-Romagna si raggiungono 27.395 imprese e 69.544 addetti). Se si escludono i settori delle lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri, che comprendono 129 imprese artigiane registrate, e il comparto dell’autoriparazione che conta 667 imprese artigiane, il perimetro delle attività artigiane di servizio alle persone che almeno fino al 25 marzo sono chiuse comprende 2.304 imprese artigiane e un totale di 5.839 addetti tra imprenditori, dipendenti e collaboratori. Si tratta di imprese che, sempre secondo una indagine di Confartigianato Lapam realizzata nei giorni scorsi, per il momento perderanno circa un terzo del fatturato del 2020, sempre che la serrata non debba proseguire ancora a lungo e dunque aumentare questo dato già pesantissimo.

Tra le (tantissime) imprese penalizzate dal contagio anche il comparto dei servizi alle imprese, che per l’artigianato a Reggio Emilia vale 5.192 imprese e ben 13.176 addetti, il 28,1% delle imprese e il 33,8% degli addetti del totale dell’artigianato in provincia. In regione il dato parla di 46.540 imprese per un totale di addetti che supera abbondantemente quota 100mila (per la precisione 111.615).

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