Coronavirus, col blocco delle marinerie a rischio 12mila aziende e 28mila lavoratori

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navi da pesca

(Sesto Potere) – Rimini – 16 marzo 2020 – Con l’emergenza Coronavirus si ferma anche la flotta peschereccia italiana mettendo a rischio il futuro di 12mila aziende e 28mila lavoratori.  A lanciare l’allarme è la Coldiretti Impresapesca dopo che in numerosi scali, da Nord a Sud della Penisola, si è deciso il blocco dell’attività delle marinerie, che va di fatto ad aggiungersi allo stop scattato per bar, ristoranti, pub e negozi non alimentari secondo il nuovo provvedimento del Governo annunciato dal premier Giuseppe Conte.

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I limiti agli spostamenti disposti dal cosiddetto decreto #iorestoacasa – spiega Coldiretti – hanno causato il crollo della domanda di pesce fresco, che rappresenta il 90% dell’attività dei pescherecci tricolori. Se la ristorazione aveva, infatti, già drasticamente ridotto le richieste di prodotto visto il calo dei clienti, la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni per evitare di doversi recare spesso al supermercato ha portato i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati, che peraltro in 9 casi su 10 contengono prodotto straniero.

pescatori

Il risultato è la chiusura a cascata delle pescherie e dei mercati ittici all’ingrosso ed alla produzione, fino alle attività di pesca, con il paradosso di favorire ulteriormente le importazioni dall’estero e la perdita di nuove quote di mercato, proprio mentre è scattata in tutto il Paese la campagna della Coldiretti #MangioItaliano per promuovere il consumo di alimenti Made in Italy.

Da qui la richiesta al Governo di Coldiretti Impresapesca di immediati interventi di sostegno alle imprese e ai lavoratori a partire dall’estensione al settore ittico delle esenzioni e delle misure per gli altri comparti produttivi in caso di perdita del fatturato derivante dall’emergenza Covid19, come nel caso in cui componenti dell’equipaggio siano messi in quarantena con conseguente arresto totale dell’attività. 

Necessarie anche azioni straordinarie di sostegno all’occupazione tramite l’immediata estensione alla pesca della Cassa integrazione salariale operai dell’agricoltura o l’utilizzo della Cassa integrazione straordinaria in deroga.

Vista l’attuale situazione di emergenza sanitaria, occorrerebbe inoltre concordare con la Commissione Europea un ulteriore periodo di arresto temporaneo dell’attività di pesca.

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