Coronavirus, carceri dell’E-R in rivolta, appello dei sindacati della Polizia Penitenziaria

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(Sesto Potere) – Modena – 9 marzo 2020 – I detenuti del carcere di Modena (domenica) e quelli del carcere bolognese della Dozza (oggi) sono in rivolta come segno di protesta verso le restrizioni (in primis la sospensione dei colloqui) imposte dal governo nei relativi decreti per contenere l’emergenza coronavirus. Nei giorni precedenti uguale rivolta era scoppiata negli istituti di pena di mezza Italia: Salerno, Napoli, Pavia e Frosinone, Vercelli, Alessandria e Foggia…. 

Carcerati e loro familiari chiedono di commutare la pena dei reclusi in amnistia, indulto o arresti domiciliari.

“Da due giorni assistiamo, con preoccupazione, a crescenti episodi di violenza in diverse carceri del Paese, una situazione che stiamo costantemente monitorando attraverso le nostre strutture regionali sul territorio. La frangia più violenta dei detenuti di alcuni penitenziari – tra i quali Salerno, Poggioreale, Modena, Frosinone, Opera -, spalleggiati all’esterno da movimenti di solidarietà costituiti da loro familiari, sta strumentalizzando alcune decisioni assunte dal Governo per fronteggiare l’emergenza “coronavirus” (prese a tutela dei detenuti stessi, dei loro familiari e di chiunque in carcere lavori) per distruggere e rendere inutilizzabili celle e interi reparti detentivi, anche sollecitando provvedimenti straordinari clemenziali. Auspico che la risposta dello Stato sia ferma in termini penali e disciplinari verso i responsabili delle devastazioni, che non posso prendere a pretesto una vera e propria emergenza nazionale per porre in essere aggressioni e violenze”: l’appello è di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

carcere di modena

Il sindacalista rivolge un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinchè metta a disposizione del Corpo di Polizia Penitenziaria con la massima celerità personale e mezzi idonei a fronteggiare le costanti e pericolose violenze scoppiate nelle carceri.

“Servono con urgenza fatti concreti, come la sospensione della scellerata vigilanza dinamica disposta dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che, con le celle aperte, ha consegnato le carceri ai detenuti! Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia, e Francesco Basentini, Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, devono essere avvicendati: sono settimane che chiediamo di incontrarli proprio per studiare strategie di contrasto alle crescenti violenze in carcere ma di loro non c’è nessuna traccia”: aggiunge Donato Capece.

Da parte sua è intervenuta anche la Regione, per rispondere alle esigenze segnalate da almeno 10 carceri e strutture penitenziarie dell’Emilia-Romagna

carcere bologna

Oggi viene montato un modulo abitativo per filtrare gli ingressi davanti al carcere di Ferrara. Montati ad opera dei volontari di protezione civile: un modulo abitativo tipo container davanti al carcere di Forlì, con funzione di area per monitorare i nuovi ingressi ed una tenda davanti alla casa circondariale di Modena, con funzione di area per monitorare i nuovi ingressi. Qui sono state consegnate d’urgenza anche un ambulatorio mobile della Pubblica Assistenza di Soliera e due Presidi Medici Avanzati messi a disposizione da Croce Rossa Italiana e Anpas per sostituire gli ambulatori medici presenti all’interno della struttura carceraria e danneggiati dai detenuti.

Consegnate anche altre attrezzature, come un paio di torri faro a seguito di problemi di alimentazione elettrica dovute ai disordini scoppiate nelle carceri; 1 tenda con funzione di area per monitorare i nuovi ingressi, davanti alla casa circondariale di Castelfranco Emilia (Mo); 1 modulo abitativo con funzione di smistamento persone all’ingresso davanti al carcere di Ferrara. 

Sono alle fasi di sopralluogo gli allestimenti davanti alle carceri di Piacenza Reggio Emilia. Le tende vengono fornite dal Dipartimento nazionale di Protezione civile.

E dalla scorsa settimana è presente un gazebo nel cortile davanti al Tribunale dei Minori di Bologna, in via del Pratello, per offrire riparo a parenti, avvocati e persone in attesa di accedere all’edificio, evitando assembramenti.

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