Coronavirus, anestesisti rianimatori ospedalieri a Mattarella: mancano mascherine

0
120

(Sesto Potere) – Roma – 16 marzo 2020 – Alessandro Vergallo Presidente Nazionale dell’ AAROI-EMAC Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica, ha inviato una lettera aperta al presidente della Repubblica, Mattarella, per chiedergli di intervenire a proposito delle esigue scorte dei “dispositivi di protezione individuale”, soprattutto di quelli con i livelli di sicurezza più alti, adeguati alla prevenzione dei contagi nelle manovre cliniche più suscettibili di contatto diretto con il virus.

“Le scrivo in rappresentanza dei Medici Anestesisti Rianimatori e dell’Emergenza-Urgenza, coloro ai quali in primis sono affidati tali pazienti, per chiederle di intervenire a proposito del problema costituito dalle esigue scorte dei “dispositivi di protezione individuale” (DPI), soprattutto di quelli con i livelli di sicurezza più alti, adeguati alla prevenzione dei contagi nelle manovre cliniche più suscettibili di contatto diretto con il virus, quali sono quelle messe in opera sui suddetti pazienti per sostenerne la funzione respiratoria”: si legge nella missiva di Alessandro Vergallo.

“Tale problema, che sta diventando in queste ore altrettanto grave rispetto a quelli costituiti della carenza dei posti letto nelle Rianimazioni e dei pochi Anestesisti Rianimatori in grado di gestirli, rischia di paralizzare o quantomeno di rallentare, soprattutto nelle realtà regionali ad oggi maggiormente colpite dalla pandemia, l’efficacia del loro impegno nel tentativo di salvare il maggior numero possibile di vite umane. Ogni giorno abbiamo notizia di Operatori Sanitari contagiati da SARS-CoV-2 durante l’attività lavorativa, ed ogni qualvolta tale contagio viene rilevato, viene meno, tra le fila di chi lo combatte negli Ospedali, una risorsa professionale di preziosa importanza”: aggiunge il Presidente Nazionale dell’ Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani.

L’Italia non può accettare il rischio i suddetti professionisti debbano continuare ad operare con l’incognita di una insufficiente disponibilità o qualità di questi “dispositivi di protezione individuale” – evidenzia Alessandro Vergallo che, alla fine, lancia al Capo dello Stato , come Supremo Garante del diritto costituzionale alla salute, un accorato appello “affinché si trovi la soluzione per renderli disponibili in tutti i Presidi Ospedalieri, anche previa una ricognizione urgente delle loro effettive giacenze ancora di scorta, suddivise per grado di protezione” concludendo come sia “necessario tutelare il personale sanitario per garantire la salute di tutti i cittadini.”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here