Continua a crescere la popolazione dell’Emilia-Romagna, boom a Parma, Rimini e Bologna

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(Sesto Potere) – Bologna – 26 febbraio 2021 – La popolazione censita in Emilia-Romagna al 31 dicembre 2019 ammonta a 4.464.119 unità con un incremento di 4.666 abitanti (+1,0‰) rispetto all’anno precedente e di 121.984 abitanti (+3,5‰ in media ogni anno) rispetto al Censimento 2011.

Dal 2011 al 2019 si registra un significativo incremento della popolazione delle province di Parma (+7,8‰), Rimini e Bologna (+5,7‰); Ferrara è l‘unica provincia che mostra una riduzione della popolazione (-3,2‰).
Tra il 1951 e il 2019, in 29 comuni si registra una crescita sistematica di popolazione che porta a raddoppiare (da 441 mila a 878 mila) il numero dei residenti.

cittadini

Tale crescita interessa prevalentemente i comuni con popolazione compresa fra 10 e 50 mila abitanti (19 comuni su 86), ma anche 6 comuni fra 5 e 10 mila abitanti e quattro (Reggio nell’Emilia, Carpi, Imola e Rimini) dei 13 comuni con più di 50 mila residenti. Le province che hanno comuni con popolazione in costante crescita sono Rimini (7), Modena e Forlì-Cesena (6), Bologna e Reggio nell’Emilia (4), Ravenna e Piacenza (1).

Sono invece 53 i comuni che a ogni censimento registrano un calo di popolazione. Sono comuni di piccole o piccolissime dimensioni (uno su tre non supera i mille residenti e uno su due non supera i 5 mila), distribuiti per la gran parte nelle zone interne delle province di Parma e Piacenza (15 comuni per provincia), Modena e Forlì-Cesena (6), Ferrara (5), Reggio nell’Emilia e Rimini (2), Bologna e Ravenna (1). In questi comuni si contano, nel 2019, 122 mila residenti; nel 1951 erano più del doppio (310 mila).
Il comune più popoloso è Bologna con 395.416 abitanti, quello più piccolo è Zerba, in provincia di Piacenza, con 69 abitanti.
La struttura per genere della popolazione residente si caratterizza per una maggiore presenza di donne, sono 2.290.338, il 51,3% del totale.
L’età media è 45,9 anni contro i 45,2 dell’Italia. Il confronto con i dati del Censimento 2011 evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione. Quasi tutte le classi di età sopra i 45 anni aumentano il proprio peso relativo rispetto al 2011.
Il comune più giovane è San Clemente, in provincia di Rimini, con una età media di 40,9 anni; quello più vecchio è Zerba, in provincia di Piacenza, dove l’età media è pari a 65,4 anni.

Nel periodo 2011-2019 la popolazione di cittadinanza straniera è aumentata del 2,2% in media ogni anno. I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le province, con punte più elevate a Parma (+4,0% in media annua) e Ferrara (+3,3%). L’età media degli stranieri è più bassa di 13,2 anni rispetto a quella degli italiani (34,3 anni contro 47,5 nel 2019). Tra gli stranieri, l’indice di dipendenza strutturale, ovvero la quota di popolazione in età non lavorativa (con meno di 15 anni o con 65 anni e più) rispetto alle persone in età da lavoro (15-64 anni) è pari al 31,6%, mentre tra gli italiani raggiunge il 63,6%. Se ci si limita alla componente a carico in età 65 e più i precedenti valori sono, rispettivamente, 6,8% e 43,8%.
Anche la popolazione straniera è sottoposta a un processo di invecchiamento, con un aumento della popolazione di oltre 40 anni concentrato nella classe di età 60-69 anni. Nel 2019, circa la metà (48,9%) degli stranieri residenti in Emilia-Romagna proviene dall’Europa, il 27% è originario di un paese africano mentre i cittadini di Asia e America rappresentano, rispettivamente, il 20,2% e il 3,9% del totale. I cittadini rumeni sono il 17,4% del totale degli stranieri residenti e costituiscono la comunità straniera più numerosa, seguiti da marocchini (11,3%) e albanesi (10,6%).
Il rapporto di genere nella popolazione straniera è eterogeneo rispetto alle varie provenienze. L’incidenza della popolazione femminile prevale tra coloro che provengono dall’Unione Europea (60,6%) e tra i latinoamericani (63,4%).

In merito all’istruzione, il 36,5% della popolazione con 9 anni e più ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale, il 15,9% la licenza elementare e il 27,8% la licenza di scuola media. Le persone con un titolo terziario e superiore sono il 15,4%.
Rispetto al 2011, si è ridotta di un terzo la presenza degli analfabeti (dallo 0,6% allo 0,4%) e sono diminuiti gli alfabeti privi di titolo di studio (dal 4,8% al 3,9%). Le persone con un titolo universitario e superiore sono aumentate dal 12,5% al 15,4%.

In tema di lavoro, invece, tra la popolazione residente di 15 anni e più le forze di lavoro sono 2,2 milioni, 123 mila in più rispetto al 2011 (+5,9%). L’incremento delle persone attive sul mercato del lavoro è dovuto alla forte crescita delle persone in cerca di occupazione (+39,0%), soprattutto fra gli uomini (+40,2%).
Il tasso di attività1 è pari al 56,7%, oltre quattro punti percentuali al di sopra del corrispondente valore dell’Italia; gli occupati rappresentano il 51,7% della popolazione di 15 anni e più contro il 45,6% della media nazionale. Sensibilmente inferiore, invece, il tasso di disoccupazione (8,8% Emilia-Romagna e 13,1% Italia).
Il mercato del lavoro presenta un forte squilibro di genere. Il tasso di occupazione maschile è al 59,4%, quasi quindici punti più elevato di quello femminile; il tasso di disoccupazione è pari al 7,3% e al 10,6%, rispettivamente, per uomini e donne.

Info. Questo emerge dall’ultimo censimento permanente della popolazione dell’Emilia-Romagna curato dall’Istat. I dati resi disponibili riguardano gli anni 2018-2019 e sono stati ottenuti attraverso due indagini annuali sul territorio (una basata sulle liste anagrafiche e l’altra su un campione areale d’indirizzi), condotte su un campione di circa 2.800 comuni (di cui circa 1.100 coinvolti ogni anno e circa 1.700 che effettuano le rilevazioni con rotazione annuale). A queste indagini si affianca l’utilizzo di numerose fonti amministrative integrate, finalizzato al consolidamento dei risultati annuali riferiti alla totalità dei comuni italiani.