(Sesto Potere) –   Strasburgo – 30 ottobre 2021 – In occasione della 41^ Sessione del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, che si è riunito a Strasburgo dal 26 al 28 ottobre scorsi la consigliera  Lia Montalti, rappresentante della Regione Emilia-Romagna nella delegazione italiana e vice presidente della Camera delle regioni del Congresso, fa il punto sui lavori svolti.

Sono 47 i paesi europei che partecipano al congresso con i loro delegati, individuati fra i rappresentanti eletti a livello locale e regionale. Durante la sessione si sono condivise le priorità di lavoro che saranno portate avanti nei prossimi anni: diritti umani e civili, ambiente, lotta contro le fake news e l’hate speech, protezione dei diritti sociali, situazione delle persone LGBTI, transizione digitale, lotta contro ogni forma di radicalizzazione, e partecipazione dei giovani alla vita politica e sociale.

Chi siamo
sede Consiglio d’Europa

“La partecipazione al Congresso dei poteri locali e regionali d’Europa- spiega Lia Montalti– è una occasione unica di confronto e di scambio di idee e buone pratiche. Ma non solo: il Congresso si pone come obiettivo quello di agire, anche a livello locale e regionale, attraverso azioni importanti. Penso, per esempio, all’impegno che viene portato avanti sul fronte delle lotta alla violenza di genere, alla promozione dei diritti umani e civili, alla promozione della democrazia a livello locale, anche attraverso un’attività costante di monitoraggio delle elezioni regionali e locali in territori critici”.

“Durante questi giorni di dibattito- sottolinea la vice presidente- sono intervenuta portando l’esperienza della Regione Emilia-Romagna in particolare sul fronte della cooperazione territoriale, mettendo l’accento su quanto si sta facendo sulla dimensione mediterranea anche attraverso il coordinamento del programma Adrion. Nella riflessione dedicata ai giovani e alle strategie post Covid ho messo l’accento sull’impegno che come Regione vogliamo portare avanti sul fronte della formazione dei ragazzi, a partire dal potenziamento dei percorsi di formazione tecnica e superiore, e anche sull’importanza di lavorare sul fronte delle politiche di genere, investendo nel superamento delle barriere culturali che ancora oggi impediscono alle ragazze di accedere alle professioni STEM (scientifico-tecnologiche)”.

“Questa esperienza- conclude Lia Montalti– rafforza in me la convinzione che la cooperazione fra territori, il confronto con altre realtà e l’impegno in un’azione condivisa sono alcuni degli aspetti che saranno centrali per ricostruire l’Europa post Covid”.