(Sesto Potere) – Bologna – 24 febbraio 2022 – Il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari ha annunciato che quest’anno ricorre il Cinquantennale di Confindustria Emilia-Romagna e ha presentato alcuni numeri di confronto tra l’Emilia-Romagna di oggi e quella del 1972.

«Nel 2022 − ha ricordato il Presidente di Confindustria Pietro Ferrari – ricorrono i 50 anni dalla fondazione di Confindustria Emilia-Romagna, costituita a Bologna il 23 febbraio 1972. Come due anni fa con il Progetto Traiettoria 2030, abbiamo deciso di guardare indietro per comprendere come sia cambiata la nostra regione e in quale direzione stia andando. I grandi trend dello sviluppo e del cambiamento vengono da lontano e dobbiamo esserne consapevoli quando progettiamo il futuro. Tanto più in un momento in cui siamo chiamati a costruire le grandi transizioni verso il domani: quella digitale, della mobilità, della sostenibilità e dell’energia».

Pietro Ferrari

Il percorso di attività che accompagnerà il sistema regionale Confindustria nel corso dell’anno del cinquantennale prenderà avvio da un’analisi dei cambiamenti dell’Emilia-Romagna dal punto di vista demografico, geografico, sociologico ed economico dal 1972 al 2022.

Alcuni primi dati di sintesi: la popolazione è passata da 3,8 milioni a 4,4 milioni, la popolazione straniera dallo 0,4 al 13% dei residenti, il tasso di attività dal 64% al 73%.

Il PIL pro capite da 16 mila euro a 34 mila euro, anche se con un trend in diminuzione dal 2008, come a livello nazionale.

Se nel 1972 la percentuale di emiliano-romagnoli senza alcun titolo di studio o con la sola licenza elementare era il 74%, oggi è il 20%. Diplomati e laureati rappresentavano complessivamente l’8,6% della popolazione negli anni 70, oggi sono il 44%.

Siamo passati da 26 a 66 vetture per 100 abitanti e da 1,3 a 3,3 milioni di autoveicoli in circolazione.
Di contro, la rete stradale in km è aumentata circa del 26%, le autostrade erano 560 km nel 1972 e oggi sono 650 km.