Confedilizia Forlì-Cesena: “Rivitalizzare i comuni dell’Appennino romagnolo”

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Carlo Caselli Stefano Senzani e Vincenzo Bongiorno

(Sesto Potere) – Forlì – 1 marzo 2021 – Confedilizia Forlì-Cesena, così come l’Associazione a livello nazionale è convinta della necessità di compiere ogni sforzo affinché l’ineguagliabile ricchezza costituita dai nostri borghi, in fatto di qualità della vita, possa tornare ad essere protagonista.

Il presidente provinciale di Confedilizia, Carlo Caselli, il vicario Stefano Senzani e il segretario generale Vincenzo Bongiorno (nella foto in alto) osservano: “Come Romagna va perseguito l’obiettivo di rivitalizzare i comuni del nostro Appennino, oggetto di un preoccupante e veloce processo di calo demografico”.
E aggiungono: “Il nostro presidente nazionale Giorgio Spaziani Testa auspica che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del nostro Paese, il Recovery Plan messo in campo con i finanziamenti europei, punti a rivitalizzare le aree interne. Ci auguriamo che anche a livello locale il mondo politico ed economico si coalizzi per questo risultato, altrimenti le conseguenze negative dell’abbandono del territorio collinare-montano, arriveranno poi a valle con gli interessi”.

Rocca San Casciano foto.jpg

Caselli, Senzani e Bongiorno sottolineano: “Siano rafforzate le infrastrutture fisiche e digitali con l’indispensabile banda larga, sia reso davvero conveniente investire in questi luoghi per famiglie e imprese. La pandemia in corso con l’incremento del lavoro a distanza, potrebbe essere l’acceleratore migliore ad un ritorno della vita fuori città, con gli ottimi livelli di qualità sperimentabili. Anche il turismo, quando potrà ripartire, sarà uno snodo fondamentale, con la proprietà immobiliare privata diffusa che può svolgere un ruolo fondamentale in questa prospettiva, affiancandosi all’offerta alberghiera già presente. Naturalmente, ogni ipotesi di rivitalizzazione delle aree interne e dei borghi è indissolubilmente legata alla necessità di riqualificare gli immobili interessati dal punto di vista estetico, funzionale, di sicurezza, energetico. In questo quadro, l’auspicio è che venga al più presto tradotto in norma di legge il proposito di estendere l’ambito temporale di applicazione del superbonus del 110% , ma anche di stabilizzare gli altri incentivi per interventi sugli immobili”.

Infine Caselli, Senzani e Bongiorno ricordano una proposta avanzata più volte a livello nazionale da Confedilizia e cioè quella di esentare dall’Imu gli immobili situati nei comuni più piccoli, adottando una misura che avrebbe per l’Erario un onere limitato: 250 milioni di euro se l’esenzione fosse applicata ai Comuni fino a mille abitanti; 850 milioni di euro se fosse applicata ai Comuni sino ai tremila abitanti.