(Sesto Potere) – Forlì/Cesena – 9 febbraio 2021 – “Quello di attività commerciali, ristoratori e pubblici esercizi provinciali, cesenati e forlivesi, è un grido accorato che non può più essere disatteso”: Confcommercio di Cesena e Forlì, Confesercenti di Cesena e Forlì, che stanno accompagnando ormai da un anno giorno dopo giorno le imprese del settore e tutte quelle fermate ai box o alle quali è stata diminuito l’esercizio della attività, hanno lanciato una petizione dei pubblici esercizi ed attività commerciali provinciali, cesenati e forlivesi, da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Regione Stefano Bonaccini, che chiede di riprendere l’attività serale (almeno fino alle 21.30) di ristorazione nelle regioni ‘gialle’ e dare la possibilità ai locali di restare aperti almeno sino alle 18 nelle zone arancioni”, una raccolta firme che sta raccogliendo un successo di adesione eccezionale. 

cena al ristorante

“Chiediamo di poter tornare a lavorare per sopravvivere, per responsabilità sociale nei confronti dei nostri dipendenti e delle nostre filiere, per poter continuare a dare valore alle nostre vie ed alle nostre città. I pubblici esercizi, se possono tenere aperto per il pranzo, operando in sicurezza, altrettanto possono fare per la cena. Il divieto non solo è iniquo e penalizzante, ma non è neppure sostenuto dal buon senso”: affermano Confcommercio di Cesena e Forlì, Confesercenti di Cesena e Forlì.

La ristorazione è uno dei settori più colpiti dalla pandemia: 24 miliardi di euro di fatturato persi in tutto il 2020, un tracollo nei fatturati pari nel 2020 a meno 70% e oltre 170 giorni di chiusura. E anche se chiusi, le spese dei ristoranti non si fermano e i ristori non bastano.

Confesercenti e Confcommercio hanno fissato nelle loro sedi di Forlì e Cesena gli striscioni con l’implorazione dei ristoratori e dei titolari dei pubblici esercizi (vedi foto in alto).

È possibile sottoscrivere la petizione cliccando QUI.